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Giovedì 21 Settembre 2017 | 05:28

Bari - Acque minerali pericolose, 10 indagati

Nitriti, vanadio e arsenico superiori al limite previsto per le acque destinate al consumo umano. E rame, zinco e selenio in quantità diverse da quanto dichiarato in etichetta
BARI - Vengono contestati a vario titolo i reati di commercio di sostanze alimentari nocive, vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine e frode nell' esercizio del commercio nell' avviso di conclusione delle indagini notificato a dieci persone indagate nell' inchiesta sulla presunta non genuinità e pericolosità per la salute pubblica di alcuni lotti di acque minerali su cui aveva in corso indagini il pm del Tribunale di Bari Domenico Seccia.
I fatti contestati fanno riferimento ai risultati di laboratorio compiuti su campioni di acque minerali prelevati (anche da bottiglie in vendita in supermercati baresi) tra il 2001 e il 2002.
Nell' indagine, compiuta dai carabinieri del Nas di Bari, sono indagati i responsabili delle società: "Siam Monticchio spa" e "Sorgente Traficante srl" di Rionero in Vulture (Potenza), produttrici delle acque minerali "Toka" e "Lilia"; della "Sanpellegrino spa" di Milano, produttrice e distributrice dell' acqua "Claudia"; e della "Cutolo Michele e figli srl" di Rionero in Vulture, produttrice della "Nuova Cutolo Rionero".
Secondo le indagini, l' acqua effervescente naturale Toka prelevata a campione (dal lotto L23 348B, nel novembre 2002) è risultata pericolosa per la salute pubblica, non genuina e in cattivo stato di conservazione per la presenza di valori di nitriti (0.07 milligrammi per litro) superiori al limite (0.03 mg/litro) fissato dalla legge.
In un campione di acqua minerale naturale (lotto L2 247B) Lilia, invece, prelevato in un supermercato del barese nell' ottobre 2002, l' accusa ritiene di aver rilevato valori di vanadio e arsenico superiori al limite previsto per le acque destinate al consumo umano, nonchè valori difformi, in quanto inferiori al dichiarato in etichetta, dei componenti di rame, zinco e selenio (fatti contestati anche per un campione prelevato nel luglio 2002 dal lotto L2 169), indicati come principali oligoelementi antiossidanti in grado di prevenire o curare patologie umane, così rendendo un prodotto destinato al consumo alimentare non genuino. Stessa contestazione viene mossa (per la presenza di arsenico superiore al limite previsto, e per la minore presenza di rame, zinco e selenio) per un campione di acqua minerale Lilia prelevato nel luglio 2002 (lotto L2 186).
Per questi fatti l' avviso di conclusione delle indagini è stato notificato a Matteo Traficante, di 60 anni, presidente del Cda e amministratore delegato della "Siam Monticchio", a Aurelia Traficante, di 62, amministratore delegato della "Sorgente Traficante srl" e a Anna Vincenza Lotito, di 43, responsabile del laboratorio di analisi interno all' azienda che produce e commercializza l' acqua minerale Toka. I tre sono accusati di tutti e tre i reati contestati.
Nel filone relativo alla contestata non genuinità dell' acqua Claudia - ritenuta pericolosa per la salute pubblica per la presenza di arsenico, boro, fluoro e manganese superiore al limite previsto per le acque destinate all' uso umano - sono indagate tre persone. Si tratta di Paolo Cittadini, di 64 anni, procuratore ad negotia della "Sanpellegrino spa" di Milano, Franco Viggiani, di 59, direttore dello stabilimento della Claudia di Anguillara Sabazia (Roma), e Fabrizio Lepore, di 45, chimico responsabile del laboratorio interno della Claudia. Ai tre vengono contestati i reati di commercio di sostanze alimentari nocive e di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine. I fatti contestati fanno riferimento ad accertamenti compiuti nel maggio 2001.
Per l' acqua minerale Nuova Cutolo Rionero il pm contesta che dai campioni esaminati durante le indagini è emerso che l' acqua fosse pericolosa per la salute pubblica e non genuina per la presenza di valori di arsenico superiori ai limiti di legge. Per quest' ultima vicenda sono indagati Costantino e Michele Arcangelo Maria Cutolo, di 49 e 42 anni, amministratori della Cutolo Michele e figli srl; e Pasquale Bocchetti, di 65, e Lucia Delli Liuni, di 43, direttore e responsabile di laboratorio della Cutolo. I tre sono accusati di commercio di sostanze alimentari nocive e di vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine.
Sulla vicenda relativa al sequestro di un lotto bottiglie di acqua Lilia (del 13 dicembre 2002) si pronunciò nell' agosto 2003 la Cassazione che inaugurò la linea morbida per le acque minerali che hanno un contenuto diverso rispetto a quello dichiarato dall' etichetta con riferimento alle analisi sulla composizione degli elementi. Infatti, la Suprema Corte - annullando con rinvio il provvedimento del Tribunale del Riesame di Bari che confermava il sequestro - stabilì che non sempre la composizione dell' acqua diversa da quella riportata sull' etichetta integra il reato di frode in commercio.
MINERACQUA,RISPETTATI LIMITI LEGGE
Per Mineracqua, le acque minerali oggetto di indagine a Bari «hanno sempre rispettato i limiti di legge fissati dallo Stato italiano, con criteri, peraltro europei, di assoluta sicurezza». E' detto in una nota a proposito dell'avviso di conclusione delle indagini inviato dalla procura di Bari a dieci persone responsabili di società produttrici di acque minerali in Basilicata e a Milano per risultati di laboratorio compiuti su campioni di acque minerali prelevati (anche da bottiglie in vendita in supermercati baresi) tra il 2001 e il 2002.
Mineracqua - si aggiunge nella nota - «pur non volendo entrare nel merito dell'indagine della procura di Bari precisa che probabilmente si è incorso in un'errata interpretazione della legge di riferimento da parte di chi ha sollecitato l'intervento della magistratura».
Infine Mineracqua sottolinea che «l'autorità giudiziaria e la Cassazione hanno confermato la sicurezza e la regolarità delle acque minerali in questione».

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