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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 09:23

La lobby dei prof: posti a figli e amanti

La Procura di Bari notifica avvisi di garanzia e di proroga delle indagini a otto docenti universitari indagati per associazione per delinquere, falso e corruzione
BARI - I favori sarebbero stati reciproci, fatti all' università di Firenze come a Bari, ma anche altrove in Italia per assumere e/o promuovere nelle facoltà di medicina figli, nipoti e amanti di noti baroni universitari italiani. Il sospetto dell' accusa è che tutto ciò sia avvenuto truccando l' esito dei concorsi pubblici che solo apparentemente si svolgono rispettando le regole, mentre già prima delle prove alcuni dei componenti le commissioni esaminatrici avessero deciso a tavolino il nome del vincitore.
Per questo motivo, dopo aver intercettato centinaia di telefonate e e-mail, la Procura di Bari ha notificato avvisi di garanzia e di proroga delle indagini a otto docenti universitari indagati per associazione per delinquere, falso e corruzione e ha bloccato ieri il concorso a docente universitario di malattie cardiovascolari che ieri e oggi si doveva svolgeva a Firenze. «Non potevamo certo permettere che il reato si consumasse sotto i nostri occhi», fanno sapere dalla Procura di Bari che sei mesi fa aveva iscritto i nomi dei medici nel registro degli indagati. In sostanza, secondo l' accusa, il concorso fiorentino era truccato e doveva vincerlo un aritmologo, che risulta ora tra le persone indagate a Bari.
Però, l' iniziativa dei pm baresi ha costretto gli inquirenti a svelare l' esistenza dell' indagine che riguarda una decina di concorsi universitari svoltisi negli ultimi due anni in diverse città italiane: tra queste Bari, Pisa e Firenze.
Per riparare al danno investigativo nel pomeriggio i tre magistrati inquirenti hanno tenuto un vertice per esaminare i documenti sequestrati ieri a Firenze dalla guardia di finanza e stabilire le prossime mosse investigative. In sostanza, nelle prossime ore ci potrebbero essere nuovi sequestri di documenti e alcuni interrogatori. E si rafforza il sospetto che altre persone stiano per essere iscritte nel registro degli indagati.
Dai fascicoli affidati al procuratore aggiunto Marco Dinapoli e ai sostituti Ciro Angelillis e Emanuele De Maria, emergono i nomi dei medici universitari coinvolti nell' inchiesta: tra questi i cardiologi Mario Mariani e Paolo Rizzon (presidente e componente della commissione giudicatrice del concorso di Firenze) e una lunga serie di nominativi di persone che nel corso degli ultimi anni sarebbero state raccomandate dai docenti universitari sott' inchiesta.
Mariani è stato per lungo tempo prorettore della facoltà di medicina dell' università di Pisa, città in cui - assicurano in Procura - è una persona che gestisce un notevole potere e dove dirige il dipartimento cardiotoracico. Fatti, quelli relativi al potere di Mariani, - secondo i pm - che sono provati da una gran mole di intercettazioni telefoniche. Rizzon, invece, è originario di Bari dove ha fondato la scuola di cardiologia.
Nelle ultime ore il lavoro degli inquirenti si sta concentrando sui medici che hanno vinto i concorsi di medicina nelle diverse facoltà italiane monitorate. Si indaga su figli di docenti universitari che sono stati assunti, su quelli che si sono specializzati e sono stati promossi a Pisa e su una serie di assunzioni fatte violando la legge.
Gli indagati avevano una sola parola d' ordine - spiegano gli inquirenti baresi -: «Bisognava assumere figli, nipoti e amanti dei docenti universitari, ovunque e dappertutto».

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