Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:55

Giù altre case abusive nel Salento

Ruspe in azione in località "Lido degli Angeli", una delle spiagge più belle del litorale jonico. Ma sono più di 200, per la precisione 224, le abitazioni da abbattere
PORTO CESAREO (Lecce) - Tra polemiche politiche, ricorsi al Tribunale amministrativo e svenimenti dei proprietari, lentamente ma inesorabilmente, prosegue l'opera di abbattimento delle abitazioni abusive costruite impunemente sul territorio della provincia di Lecce, spesso anche in aree sottoposte a vincolo paesaggistico ed idrogeologico.
Questa mattina le ruspe sono tornate all'opera a Porto Cesareo, la marina conosciuta come "La perla dello Jonio". Un'area che, in fatto di abusivismo detiene purtroppo il primato. Oggi sono stati abbattuti cinque manufatti di una ventina di metri quadri ciascuno, all'interno di una zona recintata. Gli immobili erano stati realizzati un paio d'anni fa da una pensionata, originaria di Milano ma da molti anni residente nel Salento, che li affittava durante la stagione estiva.
Le costruzioni si trovavano più esattamente in località "Lido degli Angeli", una delle spiagge più belle del litorale jonico, perché contraddistinta dalla presenza di alte dune di sabbia che degradano sino quasi a lambire il mare.
All'alba, le ruspe dell'impresa edile scesa in campo per eseguire l'ordinanza di demolizione firmata dal sindaco di Porto Cesareo, Luigi Fanizza, una dopo l'altra le hanno demolite, alla presenza di una cinquantina tra carabinieri e poliziotti, intervenuti per contrastare eventuali problemi di ordine pubblico. Ma a differenza di quanto si era verificato nelle altre due circostanze in cui, sempre a Porto Cesareo, si era proceduto all'abbattimento di altre villette, se si accettua le rimostranze del marito della proprietaria, che avrebbe voluto mezza giornata di tempo per spostare i manufatti in buona parte realizzati con materiale prefabbricato, tutto si è svolto senza intoppi.
Nel solo territorio della marina dello Jonio, sono più di 200, per la precisione 224, le abitazioni abusive da abbattere. E come s'è detto, si tratta di un primato. Al secondo posto di questa classifica per così dire in negativo, c'è Copertino e la sua spiaggia, Sant'Isidoro, dove è concentrato il grosso delle costruzioni da abbattere.
Senza seguire la classifica, ecco, in ordine alfabetico e Comune per Comune, la situazione delle demolizioni disposte dalla Procura della Repubblica, in virtù delle sentenze passate in giudicato tra gli anni 1997 e 2004.
Alessano 6; Alezio 2; Alliste14; Aradeo 3; Campi Salentina 2; Carmiano 4; Carpignano Salentino 1; Casalabate (si tratta della più settentrionale delle marine di Lecce) 3; Casarano 26; Castrignano del Capo 4; Castro 2; Cerfignano (è la frazione di Santa Cesarea) 3; Corsano 10; Cutrofiano 2; Diso 1; Gagliano del Capo 19; Galatina 2; Galatone 14; Gallipoli 28; Guagnano 3; Lecce 26; Leverano 20; Martano 4; Martignano 1; Matino 7; Melendugno 6; Melissano 6; Monteroni 5; Morciano di Leuca 3; Muro Leccese 1; Nardò 91; Neviano 2; Novoli 3; Ortelle 2; Otranto 5; Parabita 13; Patù 4; Poggiardo 2; Presicce 2; Racale 26; Ruffano 4; Salice Salentino 1; Salve 4; San Cataldo (è l'altra marina di Lecce) 1; San Cesario 6; San Foca (appartiene al territorio di Melendugno) 1; Sannicola 6; Seclì 2; Soleto 2; Specchia 3; Spongano 1; Squinzano 3; Supersano 1; Surbo 1; Taurisano 12; Taviano 20; Tiggiano 2; Torre Vado (si tratta della marina di Salve) 2; Trepuzzi 3; Tricase 8; Tuglie 2; Ugento 23; Uggiano a Chiesa 1; Veglie 33; Vernole 5.
Vale sottolineare che nei territori di Gagliano del Capo e di Castrignano del Capo, rientra la marina di Leuca, così come del Comune di Nardò fanno parte le località marinare di Porto Selvaggio, Santa Caterina e Santa Maria al Bagno.
Il totale dei manufatti da abbattere è di 874.
C'è però da aggiungere che non passa giorno senza che agenti del Corpo forestale dello Stato e militari della Guardia di finanza soprattutto, ma anche carabinieri, polizia, vigili urbani e polizia provinciale, non appongano i sigilli ad una costruzione sorta dal nulla in un oliveto oppure in un'area marina.
In questi casi, la corsa a "mattone selvaggio" sembra motivata dalla speranza dei cittadini, di poter accedere al condono. Che per le costruzioni sorte nelle aree sottoposte a vincolo paesaggistico ed idrogeologico, è però impossibile.
Toti Bellone

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione