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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 06:09

L'importanza di essere «area rurale»

La Conferenza interministeriale dell' Assemblea delle Regioni d' Europa, svoltasi a Bari ha rilanciato l'importanza strategica dei territori rurali, contro gli Ogm e a favore dei prodotto tipici
BARI - Le aree rurali sono «un fattore di competitività e di coesione economica, sociale e territoriale. In quanto tali, si tratta di aree d'importanza strategica, che non solo non possono più essere trattate secondo una mera logica di assistenza, ma che, soprattutto, devono essere dotate di servizi adeguati». E' una delle conclusioni della Conferenza interministeriale dell' Assemblea delle Regioni d' Europa, svoltasi a Bari dal 13 maggio sino ad oggi.
All' iniziativa - organizzata dalla Regione Puglia e dall' Assemblea delle Regioni d' Europa - hanno partecipato 50 Regioni europee, rappresentate dai ministri per l' Agricoltura e lo sviluppo rurale e da esperti regionali e universitari.
Le Regioni - è stato detto - hanno un ruolo chiave nel favorire lo sviluppo rurale. La loro azione, tuttavia, richiede strumenti finanziari adeguati e un ampio margine per gli investimenti pubblici. Le regole della concorrenza e il regime degli aiuti di Stato devono quindi applicarsi in modo più flessibile. Maggiore sostegno, inoltre, dovrebbe venire dalla nuova politica di coesione e dalla Pac I partecipanti alla Conferenza hanno formulato in un documento le seguenti proposte: i nuovi obiettivi di convergenza e di competitività dovrebbero includere esplicite priorità di sviluppo rurale e favorire una maggiore coordinazione fra dimensione urbana e rurale; l' applicazione dei nuovi criteri della Pac deve rispettare il principio di sussidiarietà e favorire, quindi, la gestione diretta degli aiuti da parte delle Regioni. Un miglior partenariato fra Regioni, agricoltori e associazioni di settore è indispensabile.
Le Regioni raccomandano, inoltre, che le proposte finanziarie della Commissione Europea per il periodo 2007-2013 siano approvate. Nel documento si legge, inoltre, che «la protezione dei prodotti agricoli organici tradizionali deve diventare una priorità della politica europea di sviluppo rurale. Le Regioni hanno il diritto di rifiutare l'introduzione di prodotti geneticamente modificati nella loro agricoltura e quello di definirsi quali aree libere da Ogm. I loro agricoltori dovrebbero ottenere un adeguato sostegno finanziario onde garantire la tracciabilità dei loro prodotti». Le Regioni, infine, lamentano la mancanza di una vera consultazione in questa materia e fanno osservare che l' introduzione di prodotti geneticamente modificati avviene contro l' opinione della maggioranza dei cittadini europei e sulla base di controlli che non sono sempre sufficienti.
Per questo le Regioni dell' ARE hanno deciso di organizzare una Campagna europea di azione e di sensibilizzazione in difesa delle agricolture tradizionali e della qualità dei prodotti.

«Piena soddisfazione» per i risultati della Conferenza viene espressa dall' assessore agli Affari generali della Regione Puglia, Roberto Ruocco.
«La Conferenza - ha detto - ha ribadito il pieno diritto delle Regioni di decidere sullo sviluppo delle aree rurali secondo le specifiche caratteristiche e peculiarità. La difesa e lo sviluppo delle aree rurali è anche difesa e sviluppo del territorio, dell'ambiente e valorizzazione di una cultura antica che costituisce il tessuto su cui è fondata e può fondarsi l'Europa. E' anche la difesa e la valorizzazione dei prodotti tradizionali della nostra agricoltura e dei prodotti di qualità. Questa è l'unica risposta seria da opporre agli organismi geneticamente modificati».

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