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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 04:20

Falsa regolarizzazione clandestini, arresti

Sette persone, tra cui un avvocato di Barletta, avrebbero fornito a centinaia di clandestini falsi documenti per la loro regolarizzazione facendosi pagare 2.500 euro
BARLETTA (BARI), 6 maggio 2004 - Avrebbero fornito a centinaia di cittadini extracomunitari documenti fittizi attestanti la loro regolarizzazione per la permanenza in Italia facendosi pagare 2.500 euro per ogni documentazione: sette persone, fra le quali un avvocato di Barletta, sono state arrestate da militari della guardia di finanza. Un altro presunto componente del gruppo criminoso, un algerino, è tuttora in stato di irreperibilità.
Nei confronti degli otto - oltre all' avvocato e all' algerino residente a Barletta, cinque imprenditori di Barletta e uno di Trani (Bari) - sono state emesse ordinanze di custodia cautelare in carcere dal gip presso il Tribunale di Trani Michele Nardi, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Achille Bianchi. L' accusa nei loro confronti è di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell' immigrazione clandestina e falso ideologico in atti pubblici. I nomi degli otto non sono stati resi noti dagli inquirenti.
Le indagini furono avviate nel settembre 2003 in seguito al fermo di alcuni senegalesi sorpresi a Barletta a vendere audiovisivi contraffatti. Gli extracomunitari esibirono ai militari della guardia di finanza le ricevute dei versamenti per l' emersione dal lavoro irregolare, che - secondo la legge Bossi-Fini - legittima in via provvisoria la permanenza sul territorio nazionale. Da tali documentazioni risultava che i senegalesi erano stati assunti da differenti imprese del settore tessile-calzaturiero della zona oppure da privati come collaboratori domestici.
Dagli accertamenti successivi è emerso che alcuni dei datori di lavoro indicati erano del tutto ignari di tali regolarizzazioni. I militari della guardia di finanza hanno quindi compiuto controlli negli uffici postali di Barletta e Zapponeta (Foggia) accertando così che dal giugno 2003 al gennaio 2004 oltre 100 immigrati, tra moldavi, cinesi, senegalesi, albanesi e nordafricani, erano stati fittiziamente regolarizzati da alcune imprese locali, che sono risultate essere inesistenti o inattive.
Gli investigatori hanno, infine, accertato l' esistenza di un gruppo criminoso, composto dagli otto colpiti dai provvedimenti eseguiti oggi, che aveva intessuto un' ampia rete di contatti fra extracomunitari, residenti anche in altre regioni italiane, disposti a pagare i 2.500 euro richiesti per ottenere la regolarizzazione. Gli otto avrebbero, inoltre, anche truffato i clandestini dicendo loro che parte del danaro richiesto serviva per il pagamento di contributi previdenziali, che invece non sono mai stati versati. Due degli imprenditori arrestati oggi, infatti, sono stati denunciati da alcuni extracomunitari.

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