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Domenica 24 Settembre 2017 | 00:03

Arrestato ex assessore Regione Puglia, Andrea Silvestri

L'accusa: «Pantagruelico approfittamento del denaro pubblico» e «disprezzo verso il contribuente». Era stato condannato a Mantova per reati sessuali contro una ragazzina e ci andava a spese della Regione
BARI, 20 aprile 2004 - «Pantagruelico approfittamento del denaro pubblico» e «disprezzo verso il contribuente»: il gip del Tribunale di Bari, Chiara Morfini, bolla così il presunto sperpero di danaro pubblico compiuto nell' ultimo anno e mezzo di attività dall' ex assessore alla formazione professionale della Regione Puglia, Andrea Silvestri (Udc), arrestato stamattina dalla polizia assieme alla sua collaboratrice Lucia Pepe, che ha ottenuto i domiciliari.
Sessantacinque i capi di imputazione contestati a Silvestri, dimessosi nel dicembre scorso dopo aver ricevuto due avvisi di garanzia: 62 fanno riferimento alle accuse di falso, truffa e peculato per viaggi e soggiorni in diverse località d'Italia che l'assessore avrebbe addebitato alla Regione Puglia ma compiuto per interessi personali; tre i reati di concussione e tentativo di concussione contestati a Silvestri in concorso con Pepe per aver preteso da tre società danaro, assunzioni e imposto acquisti di materiale vario, oltre al pagamento di consulenze mai prestate da alcuni professionisti.
Nelle 147 pagine dell' ordinanza di custodia cautelare il gip è pesantissimo nei confronti di Silvestri: parla di «monoliticità granitica delle prove raccolte nel corso delle indagini» dai pm inquirenti Roberto Rossi, Lorenzo Nicastro e Renato Nitti, che hanno chiesto e ottenuto dal giudice i due arresti.
Il gip evidenzia che Silvestri usa l'automobile di servizio e il relativo autista per questioni personali, il telefono cellulare dell' ufficio (anche per occasioni «di svago, sentimentali ed erotiche») e si fa rimborsare dalla Regione le spese di vitto e alloggio che sostiene in diverse località d' Italia per motivi estranei alla sua attività istituzionale.
Addebita anche alla Regione tutte le spese che sostiene per spostarsi con l'auto blu e pernottare con autista, moglie e avvocato a Mantova per difendersi al processo per abusi sessuali che egli avrebbe compiuto su una ragazzina di età inferiore ai 14 anni. Per questi reati, Silvestri - è scritto nel provvedimento cautelare - è stato condannato recentemente ad un anno di reclusione per aver toccato parti intime e seni della ragazzina e averla baciata sul collo.
Ma non è tutto, Silvestri - secondo la Procura - va in giro per l'Italia (ripetutamente a Roma, Fiuggi, Milano e Verona) ufficialmente per attività istituzionali, in realtà per fatti che nulla hanno a che vedere con il suo incarico di amministratore regionale. Pernotta in alberghi con moglie e, talvolta, con i figli; qualche volta arriva in hotel accompagnato da donne, che sono state identificate e interrogate dalla polizia. «Emerge - scrive il giudice - che la vita personale, privata e professionale di Silvestri, come dei suoi familiari e conoscenti, è spesso posta direttamente a carico del cittadino contribuente, che, ignaro, ne sostiene, per il tramite diretto dell' amministrazione regionale, i costi».
Poi c'è il giro di presunte tangenti a cui Silvestri e Pepe - secondo l' accusa - hanno dato vita pretendendo (talvolta senza riceverle) mazzette per diverse decine di migliaia di euro e assunzioni di persone raccomandate a società che avevano con la Regione Puglia progetti di riqualificazione professionale di ex dipendenti delle Ccr. Un' intercettazione - a giudizio degli inquirenti - descrive meglio di altre il comportamento «delittuoso» di Silvestri. E' il 15 aprile 2003 l'assessore parla con il suo fidato collaboratore Bepi Iannuzzi. I due concordano - riassume il giudice - nel «diffondere il terrore» tra gli operatori della formazione professionale. Alla fine della conversazione uno dice soddisfatto all'altro: «C'è terrore dappertutto». E tutti e due scoppiano a ridere.
Roberto Buonavoglia

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