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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:51

Studente leccese ammazzato in Romania

Daniele Caiaffa, 23 anni, è stato accoltellato a morte dopo aver reagito ai pesanti apprezzamenti fatti alle sue amiche. Era a Timisoara nell'ambito del progetto Erasmus
LECCE - Uno studente universitario di 23 anni, Daniele Caiaffa, è stato ucciso la notte scorsa a coltellate a Clujnapoca, nella regione della Transilvania, per aver reagito ai pesanti apprezzamenti rivolti da un gruppo di romeni a due ragazze che erano con lui. Il padre, Giangaetano, consigliere dell' Ordine degli Avvocati di Lecce da cinque legislature, era a Palazzo di Giustizia nella tarda mattinata quando ha ricevuto la tragica notizia dalla moglie, avvertita con una telefonata da una compagna di studi di Daniele, partita il 23 febbraio scorso per la Romania insieme con il figlio e con un altro studente pugliese nell' ambito del progetto Erasmus organizzato dall' Università di Lecce. Daniele era iscritto all' ultimo anno della facoltà di Giurisprudenza. I genitori sono partiti nel pomeriggio per la Romania. Secondo una prima sommaria ricostruzione dell' accaduto data dalla studentessa, il giovane salentino sarebbe stato ucciso per aver reagito a pesanti apprezzamenti rivolti da alcuni romeni a due ragazze, che erano con lui e con un collega universitario spagnolo all' uscita da un locale. L' alterco verbale sarebbe degenerato in una rissa e uno dei romeni avrebbe estratto un coltello e colpito lo studente all' addome uccidendolo. La Polizia locale, cui si sono rivolti gli amici del giovane, avrebbe avviato le indagini e ricostruito un identikit dell' omicida. Per il momento pare che non sia stata ancora fornita una versione precisa dell' accaduto neppure dal Consolato italiano in Romania; anzi i familiari di Daniele lamentano il ritardo con cui sono stati contattati proprio dal Consolato: «Solo intorno alle due del pomeriggio quando invece l' omicidio è avvenuto la notte scorsa verso le tre», dice con amarezza il fratello del giovane ucciso, Giancarlo, avvocato, di 28 anni. E' lui a precisare, con rabbia e dolore, che suo fratello «si trovava bene in Romania e non aveva mai espresso perplessità sulla sicurezza del luogo, ma ora io maledico il giorno in cui ci è andato». «Era molto contento di questa esperienza - aggiunge - avrebbe preferito forse andare in Spagna o in Francia, ma aveva accettato ugualmente con entusiasmo la destinazione romena. Lo sentivamo quasi ogni giorno. L'ultima e-mail che ci siamo scambiati è stata di qualche giorno fa, mentre mia madre l'ha sentito per telefono domenica». E a conferma del fatto che in Romania Daniele si trovasse bene, c' è la sua decisione di non rientrare a casa per Pasqua. «Aveva preferito restare lì - dice con un groppo in gola Giancarlo - tant'è che gli avevamo mandato dei ricambi di abiti tramite Simona, la sua compagna di studi. E' lei che stamattina ci ha dato la terribile notizia». E intanto nella casa al primo piano di via Vianney a Lecce, dove Daniele avrebbe dovuto tornare a fine giugno, è un continuo via vai di persone: giovani, professionisti colleghi del padre, parenti, tutti increduli dinanzi a una morte assurda.

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