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Domenica 24 Settembre 2017 | 03:31

Gli italiani e la liberazione d'Albania, cerimonia a Bari

Furono circa 23mila i soldati italiani che parteciparono alla guerra tra il 1943 e la fine del 1944, di questi 20mila dovettero darsi alla macchia per evitare di consegnarsi ai tedeschi; altri 3000 combatterono con la resistenza dell'Esercito albanese
BARI - Furono circa 23mila i soldati italiani che parteciparono alla guerra di liberazione in Albania tra il 1943 e la fine del 1944; di questi circa 20mila dopo l' 8 settembre del '43 dovettero darsi alla macchia per evitare di consegnarsi ai tedeschi; altri 3000 combatterono con la resistenza dell' Esercito albanese. E' stato ricordato oggi nel corso di un incontro dedicato alla partecipazione dei militari italiani in Albania ed alla liberazione di Tirana tra il '43 ed il '44 alla presenza di una delegazione albanese capeggiata dal capo di Stato maggiore della difesa albanese, gen.Pellumb Qazimi, e del brigadiere generale già comandante delle forze Nato in Albania Claudio Tozzi.
Alla manifestazione, tenutasi nell' Università di Bari, hanno partecipato il rettore, Giovanni Girone, Vitantonio Leuzzi dell' Istituto pugliese per la storia dell' antifascismo e il maggiore generale Marios Lombardo, comandante territoriale della Puglia. Ad illustrare la storia di quel periodo in Albania è stato il col.Massimo Cultrinari autore di un volume dedicato proprio alla resistenza dei militari italiani.
«All' epoca dell' armistizio - ha ricordato Cultrinari - l' Albania era presidiata dalla nona armata suddivisa in due corpi d' armata e sei divisioni; le disposizioni del comando italiano dopo la notizia della resa, l' 8 settembre '43, parlavano di atteggiamento temporeggiatore con i tedeschi e della tenuta dei porti di Capparo e Durazzo. Le cose però - ha ricordato il colonnello - precipitarono e i tedeschi entrati a Tirana, l' 11 settembre, arrestarono il gen.Rosi comandante della nona armata dopo aver estorto loro l' ordine di consegnare le armi pesanti con la falsa promessa del rimpatrio delle divisioni italiane». Fu proprio questo intimazione di disarmo a scatenare la reazione dei comandanti delle sei divisioni che, ognuno a modo proprio, reagirono. Alcuni militari italiani raggiunsero a tappe forzate la costa adriatica, altri salirono verso le montagne per evitare la cattura, altri si unirono al movimento di liberazione albanese. «Certo è - ha concluso Cultrinari - che furono tremila i militari italiani che parteciparono alla sfilata della liberazione in Albania.
«Storie queste - ha sottolineato il gen.Tozzi - che ci fanno comprendere meglio l' impegno dell' Esercito italiano ieri ed oggi per riportare nel paese delle aquile l' ordine e soprattutto per inculcare quella voglia di Europa che porta oggi l' Albania a desiderare ardentemente di entrare nella comunità».
Sono proprio queste pagine di storia che vanno ricordate per meglio comprendere ed avvicinare ancora di più i due popoli, quello italiano e quello albanese, e soprattutto - come hanno detto Girone e Leuzzi - per studiare e valorizzare le relazioni che sono da sempre alla base dell' amicizia dei due popoli. «Noi militari oggi - ha concluso il gen.Qazimi - albanesi ed italiani insieme dobbiamo onorare il passato per accrescere la collaborazione e avere un futuro migliore. Siamo consapevoli dell' aiuto dell' Italia all' Albania in tante direzioni e per questo auguriamo a Bari ed al popolo italiano i migliori sentimenti».

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