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Domenica 20 Agosto 2017 | 19:21

Truffa all'Inps con falsi dipendenti: Gdf Bari ne denuncia 104

L'indagine, condotta in varie regioni d'Italia, è coordinata dal sostituto procuratore di Bari, Roberto Rossi, ed è diretta dal comandante della Tenenza di Altamura, tenente Marco Biondi. L'inchiesta ha consentito a 95 delle persone denunciate di percepire indennità di maternità e disoccupazione per circa 250mila euro e per nove cittadini extracomunitari il rinnovo del permesso di soggiorno. Le persone denunciate sono accusate di falso e associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina
Truffa all'Inps con falsi dipendenti: Gdf Bari ne denuncia 104
BARI - Sarebbe stata compiuta da cinque distinti gruppi che operavano nel Nord barese la truffa all’Inps scoperta dai militari della Guardia di finanza di Bari che hanno denunciato 104 persone. I comuni interessati in particolare sono Altamura, Corato, Santeramo in Colle e Acquaviva delle Fonti. Le indagini sono estese anche in Molise e Basilicata. 

Tra i 104 denunciati, di qualsiasi tipo di estrazione sociale, i militari hanno individuato titolari di patronati, di studi di consulenza e di aziende agricole, che in cambio di somme di denaro fornivano documenti falsi relativi a rapporti di lavoro inesistenti. Il lavoro fittizio a nove extracomunitari avrebbe consentito il rinnovo del permesso di soggiorno. Nei confronti degli extracomunitari è stato avviato l’iter per l'espulsione dall’Italia. 

Sono state centinaia le persone ascoltate durante le indagini così come i documenti acquisiti dalle varie sedi dell’Inps che hanno consentito l’identificazione dei finti braccianti tra cui mogli di avvocati, commercialisti, impiegati statali, studenti, parenti, che si scambiavano favori tra loro in modo da produrre quel "castelletto", ai fini pensionistici, per trascorrere una vecchiaia più serena. 

I finanzieri hanno denunciato per concussione anche due dipendenti dell’Inps. E sono stati tanti i finti braccianti agricoli caduti in contraddizione durante gli interrogatori. Per smascherarli è stato chiesto loro di descrivere l’azienda per cui lavoravano. “Sa dirmi dove è il bagno? Sa indicarmi la strada per raggiungere l’azienda?”, chiedevano i militari agli indagati. E loro non potevano far altro che tacere non sapendo cosa rispondere. 

“Dopo i primi interrogatori la voce si era sparsa – hanno raccontato gli investigatori – e gli altri finti lavoratori si sono affannati a chiedere notizie per cercare di non arrivare impreparati il giorno dell’interrogatorio”. Si evince tutto dall’intercettazioni telefoniche: “Per favore mi dici che domande ti hanno fatto?”, chiede ad un amico una delle 104 persone denunciate. Dagli atti d’indagine risulta che gli stessi datori di lavoro si sono preoccupati di chiamare i dipendenti dicendo loro di visitare l’azienda per arrivare preparati all’interrogatorio. Incontri che sono stati filmati e allegati agli atti.

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