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Venerdì 20 Aprile 2018 | 12:42

I RISULTATI

In Basilicata uragano M5S
Eletti otto candidati su 13

Viceconte: «Io leale con il Pd da cinque anni»

di Antonella Inciso


La Basilicata sbiadisce il rosso fino a farlo diventare giallo. La piccola regione «roccaforte» rossa perde i suoi colori e si tinge dell’oro grillino. È un terremoto che va ben oltre le previsioni della vigilia, un risultato che sorpassa decisamente anche le più infauste ipotesi che in ambienti dem circolavano, già da giorni. Con queste politiche il Movimento cinque stelle si prende la verde terra lucana e raggiunge il 44, 35 per cento, incassando una pattuglia di ben sette parlamentari: Saverio De Bonis (vincitore del collegio Senato), Gianluca Rospi (vincitore del collegio Melfi - Matera), i parlamentari uscenti Vito Petrocelli e Mirella Liuzzi, e le new entry Agnese Gallicchio, Arnaldo Lomuti e Luciano Cillis. Sette parlamentari, dunque.

Tanti, tantissimi, un numero che la storia repubblicana della regione attesta solo alla Democrazia Cristiana degli anni d’oro. Un numero che consente di lanciare un’opa concreta sulla presidenza della Regione e la vicina corsa per le regionali fissate per novembre.

Così il 4 marzo 2018 diventa una data storica, il giorno in cui il Partito democratico lucano subisce la sconfitta più sonora degli ultimi dieci anni, riuscendo a portare a Roma solo un deputato, il sottosegretario uscente Vito De Filippo, ed un senatore, Salvatore Margiotta. E con il Pd ad essere travolto è l’intero Centrosinistra, mentre il Centrodestra esulta. Soddisfatto per aver eletto il forzista Giuseppe Moles ed il leghista Pepe (il terzo eletto tra il candidato leghista e quello azzurro mentre andiamo in stampa non è stato ancora assegnato).

In questo scenario mentre il Centrodestra orgoglioso può dire di aver retto l’urto dell’onda grillina, nel Centrosinistra si contano i bocciati, soprattutto quelli eccellenti. Oltre a Gianni Pittella, Guido Viceconte, il deputato di Civica popolare candidato nel Centrosinistra ma sino a qualche anno fa sottosegretario del Governo Berlusconi. E poi lei Francesca Barra, la giornalista new entry imposta nel collegio «Melfi - Matera» dallo stesso Renzi ma diventa un flop dopo che i territori avevano reagito «quasi offesi» perché il partito non aveva scelto un candidato locale. Per lei, nella sua Matera, solo il 18 per cento dei voti, uno dei risultati peggiori dei dem

Ma non sono solo i candidati a aver segnato in qualche modo il risultato del Pd. A pesare è stata la questione petrolifera (nonostante il cambio di rotta degli ultimi anni sul fronte ambientale, con un irrigidimento delle posizioni del governo regionale) e il tema immigrazione, con la Regione che per combattere lo spopolamento ha scelto di raddoppiare il numero di migranti presenti. Ci sono state, poi, le divisioni, le fratture, gli scontri nel Pd, partito che rimasto senza segretario regionale ha passato quasi due anni per trovare una nuova guida.

Non senza «guerre» anche frontali tra le diverse correnti. Solo tre mesi fa la scelta del nuovo segretario regionale, Mario Polese, che sul tavolo ha trovato anche il dossier della scissione con Liberi e Uguali. Scissione che è pesata, data la presenza di esponenti di caratura nazionale come Filippo Bubbico e Roberto Speranza, entrambi candidati in Basilicata ed entrambi non eletti (Speranza per arrivare in Parlamento ha dovuto usufruire del paracadute di un seggio in Toscana) e che ha trovato sostanza nei numeri che hanno consegnato ai LeU lucani una percentuale, quasi il 6 per cento, che è il doppio di quella nazionale.

Tra i vincitori di queste politiche c’è, poi, lui, il patron del Potenza: Salvatore Caiata - indagato a Siena e cacciato dal M5s - che ha comunque stravinto, ottenendo in città una quantità impressionante di voti. Non si tratta di consensi dovuti solo al successo calcistico del Potenza in Serie D. La città ed il resto del collegio ha votato l’attesa di un successo sportivo - la promozione in C - punendo nello stesso tempo sia Viceconte sia Nicola Benedetto, l’ex assessore regionale del Centrosinistra atterrato nel Centrodestra poche settimane prima della composizione delle liste.

Insomma, questo lo scenario, questi i risultati di una competizione che ha stravolto i confini politici lucani. Perché non solo c’è l’affermazione dei Cinquestelle ma soprattutto un grandissimo risultato della Lega che incassa oltre il 7 per cento dei voti. Dopo che nella precedente tornata elettorale si era fermata ad un misero 0,9 per cento. Merito della scommessa su un sindaco, Pasquale Pepe, primo cittadino di Tolve, piccolo comune della collina potentina, del lavoro fatto sul territorio dal segretario regionale Antonio Cappiello, e del malessere dei lucani che sono riusciti ad intercettare. Ma è proprio questo successo che solleva più di una riflessione sul futuro del Centrodestra di Basilicata che, tra l’altro, anche in casa azzurra - nonostante le defezioni avvenute proprio durante la campagna elettorale di due consiglieri regionali - riesce a mantenere salda la percentuale del 2013. Ora, però, passato l’entusiasmo, finiti i festeggiamenti tutti dovrà pensare al futuro. Al futuro della Basilicata e dei lucani.

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