Sabato 21 Luglio 2018 | 19:41

polemica a potenza

Il Comune vuole vendere
i campi da tennis di rione Lucania

Gli appassionati si oppongono: sarebbero penalizzati i fruitori

campi da tennis rione Lucania

foto Tony Vece

di MASSIMO BRANCATI

Il Comune di Potenza intende disfarsi dei campi da tennis di rione Lucania. Per questo lo ha sottoposto a perizia, stimando il suo valore prima in 858mila euro e poi in 755mila euro, prezzo inferiore agli attuali valori di mercato. L’amministrazione municipale venderà la struttura per fare cassa nonostante il parere contrario dell’Avvocatura secondo cui «l’impianto deve soddisfare l’interesse collettivo e non può essere liberamente alienato». È come se il Comune di Roma, fatte le debite proporzioni, vendesse a un privato il foro italico.

Dagli ambienti tennistici potentini si leva un coro di protesta contro questa ipotesi. È una questione, innanzitutto, economica: per giocare sui campi di rione Lucania oggi si pagano 5 euro all’ora, mentre in tutti gli altri impianti comunali dati in gestione e in quelli privati bisogna sborsare dai 10 ai 13 euro all’ora.

Il dirigente dell’Unità di direzione servizi alla persona, Giancarlo Grano, si è già espresso favorevolmente, a maggio scorso, sulla possibilità di vendere i campi, spiegando che la struttura è da ritenersi «non più strumentale allo svolgimento delle funzioni istituzionali». In altre parole, non sarebbe indispensabile perché, come dicevamo, ci sono altri impianti in città a disposizione di chi ama questo sport. Lo stesso Grano, inoltre, fa notare come l’impianto di rione Lucania necessiti di manutenzione straordinaria e della sostituzione della tensostruttura del primo campo. Interventi che il Comune, pur scavando nelle pieghe del suo bilancio, non riuscirebbe a garantire. Di qui la decisione di vendere. Ma l’ultima parola spetta al Consiglio comunale e pare che nel «parlamentino» di città l’ipotesi di alienare il bene non sia poi così sostenuta. Saranno arrivate anche ai consiglieri le ragioni di chi esprime perplessità, di chi vive «dentro» il sistema tennistico potentino e conosce a fondo la tematica. Prima considerazione: non è vero che gli impianti pubblici soddisfano la domanda dei fruitori, dal momento che l’unico impianto tennistico a prezzo popolare, quello di rione Lucania, è destinato per la quasi totalità delle ore a scuole tennis e tornei. Le ore a disposizione per gli appassionati che lavorano sono ridotte al lumicino. Dubbi anche sulla sostituzione della tensostruttura del primo campo: c’è chi fa rilevare che è già oggetto di intervento comunale e, in ogni caso, qualsiasi gara per la gestoine può prevedere che il gestore si accolli il rinnovo di entrambe le coperture. Nel suo parere, il dirigente Grano ha evidenziato che l’impianto sportivo di Poggio Tre Galli, costituito da due campi da tennis, una volta a regime potrebbe funzionalmente sostituire la struttura di rione Lucania. Grano, però, dimentica che l’impianto di Poggio Tre Galli, scoperto e privo di spogliatoi, da anni non si riesce ad aprire e a mettere a gara a causa, evidentemente, di una gestione che si rivelerebbe anti-economica.

La strada indicata per l’impianto di rione Lucania è quella della gestione. Oggi il Comune riceve per l’affitto circa 12mila euro l’anno. Con un bando pubblico, per 15 anni di gestione, ai prezzi attuali potrebbe incassare almeno 30mila euro, imponendo all’interno della convenzione tariffe popolari e rinnovo delle strutture.

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