Mercoledì 18 Luglio 2018 | 11:06

Il giudice arrestato

Scandalo Pagano, i contatti
scottanti con il pm contabile

Il gip rileva illecita attività di condizionamento: ma l'ex procuratore della Corte dei Conti, Oricchio, non è indagato

Scandalo Pagano, i contattiscottanti con il pm contabile

Non è indagato, ma il Gip che ha firmato l’ordinanza di arresto per il giudice Mario Pagano, si occupa anche di Michele Oricchio, Procuratore regionale della Corte dei Conti Campana, ma fino a metà 2016 (arco di tempo che investe alcuni dei fatti citati nell’ordinanza) in servizio a Potenza dove ha retto sempre la Procura Contabile diventando il castigatore dei costumi della pubblica amministrazione lucana e firmando inchieste contabili importanti a partire da rimborsopoli.

I fatti evidenziati dalla Gip del Tribunale di Napoli, Luisa Toscano, riguardano un altro incarico che Oricchio aveva in quell’incrocio della vita che ha portato lui, prima a Potenza, a spostarsi in Campania e Pagano, in servizio a Salerno, a venire al Tribunale di Potenza prima di essere nuovamente spostato in Calabria. Ed è lo stesso Gip ad evidenziare che «molte delle vicende emerse dalla lettura dei dialoghi non hanno assunto rilievo penale. Ciò nondimeno - aggiunge - devono essere evidenziate perché ben descrivono il modo di agire del Pagano e offrono una chiave di lettura per interpretare le condotte ritenute di rilievo penale - corruzione giudiziaria e truffa - nonché per delineare i contorni del reato associativo contestato».
La reazione di Oricchio Reati, tutti, assolutamente non contestati ad Oricchio il quale, a commento delle notizie filtrate ha annunciato alla stampa l’intenzione di incontrare i Pm per chiarire il suo ruolo spiegando che «la mia è una posizione di rilievo, non posso restare con quest’ombra». E il magistrato ha definito le conversazione con Pagano «al massimo dei pour parler, richieste ordinarie di informazioni tra colleghi», «richieste di informazioni senza secondi fini», insomma «messaggi ingenui, direi quasi da bar. Non avevamo nulla da nascondere: se così fosse stato avremmo avvertito l’esigenza di segretezza e ci saremmo incontrati da vicino, non le pare?».

Il Gip Toscano nell’ordinanza con cui applica la misura cautelare al giudice Pagano, nell’introdurre il paragrafo dedicato al Procuratore della Corte dei Conti, spiega che «le conversazioni che seguono evidenziano altresì che il Pagano interveniva sulle decisioni della Commissione Tributaria mediante l’illecita interferenza nell’assegnazione delle cause grazie alla amicizia con il Presidente della Commissione Tributaria Michele Oricchio, con il quale era solito scambiarsi favori. Tra Michele Oricchio e Mario Pagano sono stati accertati contatti che dimostrano una consuetudine di rapporti caratterizzati dal reciproco aiuto nell’illecita attività di condizionamento delle decisioni giudiziarie in favore di persone “amiche”».

«Lo stretto rapporto tra il Pagano e l’Oricchio emerge chiaramente dal tenore dei seguenti messaggi dai quali si evince un continuo scambio dir richieste di illecite interferenze tra i due soggetti». È ancora il Gip di Napoli Laura Toscano a parlare, introducendo alcuni messaggi».

Il primo messaggio, un sms, è della sera dell’8 gennaio 2013. «Oricchio - osserva il Gip - chiede al Pagano una interferenza presso la Corte d’Appello di Salerno in una causa di separazione». Questo il testo. «Caro Mario, la causa di cui ti ho parlato questa mattina riguarda l’impugnativa di decisione del Tribunale di Vallo in materia di separazione. L’appellante - cui tengo - si chiama XXX. Udienza 10 gennaio giudice Y. Se puoi, segnala la gravosità per l’appellante delle condizioni imposte. Grazie Michele». La risposta arriva da Pagano dopo un paio di ore. «Ok Michele. Ho preso nota e ti aggiorno. Un abbraccio. Mario».
Gli esami da avvocatoA marzo del 2013 precisa mente il 12, a quanto annota lo stesso Gip, ci sarebbe stata una «richiesta di interferenza da parte di Oricchio nell’attività di una commissione esaminatrice del concorso per l’abilitazione alla professione di avvocato». Questa volta il contatto, poco dopo mezzogiorno, è via mail (Oricchio utilizza quella della Corte dei Conti) e scrive: «Caro Mario, ti disturbo per chiederti se conosci qualcuno nella commissione di esami di cui all’allegato in quanto c’è la figlia (nome,ndr) di un mio carissimo vecchio professore del liceo di Vallo che deve sostenere gli orali il prossimo 15 marzo. Grazie. Michele».

Anche in questo caso la risposta arriva dopo un paio di ore e, osserva il Gip «Pagano a questa sollecitazione si mette immediatamente a disposizione e nel contempo rilancia ricordando a Oricchio di un ricorso di cui gli aveva parlato». «Conosco praticamente tutti - scrive Pagano - Comunque venerdì alle 15 cerco di essere lì in seduta di persona. Un Abbraccio Mario. P.S. Sul ricorso di cui ti ho parlato?». E da Oricchio, dopo un quarto d’ora, arriva la controrisposta: «Caro Mario, venerdì vado in commissione e provvedo. Ci sentiamo quel giorno. Ciao Michele».

Il provvedimento del Gip riporta anche altri messaggi. Come quelli inquadrati come «richiesta di favorire in una causa della Royal Trophy (società di uno degli altri indagati, ndr) avanzata da Mario Pagano al Presidente della Commissione Tributaria Michele Oricchio». Si fa riferimento anche ad altri procedimenti tributari, per un verso, e dall’altro a cause pendenti al Tribunale di Salerno, con richieste che vanno dal rinvio alla pronta definizione. Il tutto, ripetiamo, senza ipotesi di reato a carico di Oricchio.

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