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Martedì 21 Novembre 2017 | 07:24

L'indagine

Infanzia a rischio, un minore
su cinque è in povertà

Dati pubblicati dall’8/o Atlante di Save The Children e Treccani

Infanzia a rischio, un minoresu cinque è in povertà

In Basilicata un minorenne su cinque (il 21 per cento) è «in povertà relativa» e «tre bambini su cinque (60 per cento) non hanno svolto in un anno quattro o più attività culturali e educative": sono due dei dati contenuti nell’ottavo Atlante dell’Infanzia a rischio - «Lettera alla scuola» - di Save The Children, pubblicato da Treccani, disponibile nelle librerie italiane dalla fine di novembre.

L’Atlante contiene numerosi dati sulla situazione dei minori in Italia. Per quanto riguarda la Basilicata, viene innanzitutto evidenziato che «gli anziani arrivano ad essere in media più di 170 ogni 100 bambini, un minore su cinque (21%) è in povertà relativa, il 14 per cento dei ragazzi ha lasciato precocemente la scuola e si va da un minimo di 45 per cento per la provincia di Potenza, ad un massimo del 63 per cento per quella di Matera (media nazionale: 41 per cento), di scuole su base provinciale che lamentano una scarsa dotazione di laboratori». Subito dopo, la ricerca spiega che «in Basilicata le scuole secondarie di secondo grado sono colpite da un tasso di abbandono del 3,4 per cento, al di sotto della media nazionale del 4,3 per cento, mentre in quelle di primo grado il tasso scende allo 0,6 per cento, anche questo leggermente più basso di quello nazionale (0,8%)».

Individuato il dato dei minori in povertà relativa, la ricerca punta l’attenzione sul rapporto con «disuguaglianza sociale e rendimento scolastico": in Basilicata, «l'incidenza di alunni non ammessi al successivo anno nelle scuole medie va dall’1,8 per cento di Potenza (ben al di sotto della media nazionale di 2,8%) al 2,3 per cento di Matera». Anche per le scuole medie superiori i dati «rimangono sempre un po' sotto la media nazionale». Quando si passa alle conseguenze della crisi economica, la ricerca spiega che «il tasso di disoccupazione in Basilicata nel 2016 oscillava tra il 13 per cento di Matera e il 14 per cento di Potenza».

Desta qualche preoccupazione il dato sui cosiddetti "disconnessi culturali», che in Basilicata è del 60 per cento, di pochissimo superiore alla media nazionale (59,9%). Si tratta di un ragazzo su due tra i sei e i 17 anni che «non arriva a svolgere, in un anno, quattro delle seguenti attività culturali: lettura di almeno un libro, sport continuativo, concerti, spettacoli teatrali, visite a monumenti e siti archeologici, visite a mostre e musei, accesso a internet». La ricerca ha definito la scuola «(non) a misura di bambino": in Italia "quattro scuole su dieci possono fare affidamento su meno di un laboratorio ogni 100 studenti. Rispetto alla media italiana - è scritto nel rapporto - il numero di scuole in tale situazione in Basilicata è molto alto».

Alla situazione della scuola è collegata da denatalità: «In Basilicata l’indice di vecchiaia è superiore alla media nazionale con un picco a Potenza, dove a 100 bambini corrispondono più di 187 anziani e a Matera dove sono 171», mentre aumenta il numero dei bambini di origine straniera, «che in Basilicata però rimangono ben al di sotto della media nazionale». Fra le proposte di Save The Children, quella riferita alla dispersione scolastica prevede l’iniziativa "Fuoriclasse in Movimento», per raggiungere «in modo diretto 20 mila minori e coinvolgendo attivamente circa duemila insegnanti e mille genitori anche in Basilicata. L’obiettivo è cambiare le politiche scolastiche, partendo dal dialogo tra docenti, studenti e famiglie».

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