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Domenica 22 Ottobre 2017 | 19:24

Petrolio in Val d'Agri «più decessi e più malati»

Il prof. Bianchi (Cnr): «A Grumento e a Viggiano si muore di più rispetto al resto della regione»

Petrolio in Val d'Agri «più decessi e più malati»

pino perciante

«Le cause di decesso e di ricovero che risultano significativamente associate alla esposizione stimata ad inquinamento di origine Cova riguardano le malattie cardiovascolari e respiratorie, per le quali la letteratura scientifica è persuasiva di un’evidenza sufficiente a favore del ruolo causale degli stessi inquinanti atmosferici. Inoltre, la concentrazione degli eccessi significativi soprattutto nelle donne rafforza la plausibilità di un ruolo eziologico di esposizioni ambientali».

Lo sostiene il professor Fabrizio Bianchi, del Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) di Pisa, nella sintesi della Valutazione di impatto sanitario (Vis), lo studio scientifico sulle patologie che sarebbero collegate all’area del Centro olio di Viggiano. Come anticipato dagli organi di informazione nei giorni scorsi, e durante una riunione presieduta dal governatore Marcello Pittella a cui ha partecipato in video conferenza anche il professor Bianchi, nel documento di cinque pagine, di cui la Gazzetta è venuta in possesso, l’angosciante realtà: a Grumento e Viggiano, i due comuni che hanno commissionato la ricerca, ci si ammala e si muore di più rispetto al resto del regione. L’indagine ha messo in evidenza un aumento della mortalità del 24 per cento nelle donne residenti nei due comuni, nell’arco di tempo 2000 - 2014. Sempre per le donne i decessi fanno segnare un più 63 per cento per malattie del sistema respiratorio (46 decessi). Per quanto riguarda l’ospedalizzazione, crescono i ricoveri per le malattie circolatorie (+ 41 per cento), per le malattie ischemiche (+ 80 per cento) e per quelle respiratorie (+48 per cento). «Sono inoltre di rilievo - si legge nel documento di sintesi - gli eccessi di ospedalizzazione per malattie respiratorie, in particolare per quelle croniche, sia tra gli uomini sia tra le donne». L’indagine ha mappato suolo, aria ed acqua per capire i livelli di inquinamento. E partendo dallo studio descrittivo dell’Istituto superiore della sanità ha allargato l’orizzonte acquisendo tutti i dati medici esistenti nel periodo 2000 - 2014, relativi ai 6. 795 abitanti dei due comuni. Sono state prese in considerazione solo le malattie a breve e a media latenza e non quelle a lunga incubazione come i tumori. Per quanto riguarda la matrice aria, sono state svolte, si legge ancora nella sintesi del report sanitario, tre campagne di campionamento tri giornaliero dei composti organici volatili (Voc). «I risultati hanno confermato l’entità rilevante di composti organici volatili nell’area indagata, e l’accordo con i dati della centralina Viggiano zona industriale riguardanti il benzene, e la loro riconducibilità alla sorgente Cova rispetto alle emissioni da traffico, sulla base dei rapporti tra benzene e toluene». Sulla diffusione degli inquinanti, le aree a maggior impatto sembrano essere quelle ad est della zona industriale (oltre 5 km), «coerentemente con la direzione dei venti provenienti dai quadranti occidentali. L’area interessata è più ampia di quella dei due comuni a ridosso dell’impianto. In determinate condizioni meteorologiche, i plume (pennacchi di contaminazione, ndr) impattano sia Viggiano che Grumento, picchi di concentrazioni si registrano nelle centraline di entrambi i comuni e la valle, ma in media annuale le aree maggiormente investite sono quelle a nord est». I dati completi della Vis saranno illustrati nel corso di una riunione pubblica venerdì prossimo a Viggiano, durante la quale verrà consegnato ai cittadini un opuscolo di 24 pagine.

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