Domenica 22 Luglio 2018 | 04:52

Il Comune ha già diffidato Acquedotto Lucano

Il depuratore non funziona
e Roccanova teme per il vino

Il depuratore non funziona  e Roccanova teme per il vino

di Andrea Lauria

ROCCANOVA - Il depuratore a servizio del paese che si trova in località «Prato» continua a non funzionare e provoca una «puzza» incredibile specie nelle ore mattutine e serali. Una situazione che va avanti ormai da quasi un mese e mezzo e, pur se con qualche intervento momentaneo, una soluzione definitiva ancora non è avvenuta. A fine luglio è stata sostituita una pompa di ricircolo dei fanghi, ma non del tutto adeguata. Agli inizi di agosto Acquedotto lucano, che si occupa della gestione del servizio idrico integrato in Basilicata e quindi anche del depuratore di Roccanova, ordina quella nuova. Ma ad oggi ancora niente. Il depuratore continua a non funzionare, o funzionare male, e la gente è imbestialita , decisa a protestare e rivolgersi all’Asl poiché dicono «questa ormai è una situazione di igiene pubblica e bisogna prendere provvedimenti».

D’accordo anche il Comune, che stanco dei continui rinvii ha lunedì nuovamente scritto ad Acquedotto lucano diffidando questa volta la società ad «adempiere nel giro di tre giorni al ripristino del corretto funzionamento del depuratore. In caso contrario sarà lo stesso Comune ad organizzare i cittadini in una protesta eclatante nei confronti di Acquedotto Lucano».

A riferire dell’ultimatum è il vicesindaco , Rocco Greco, che quotidianamente ha seguito la situazione, cercando sempre di mantenere nel segno della comprensione e correttezza i rapporti istituzionali tra i due Enti. Ora però dice basta. «Ho chiamato il referente di Acquedotto della depurazione, poi il coordinatore, poi ancora il referente e ancora il coordinatore, tante, tantissime volte sollecitando l’impegno a sostituire la pompa, ma finora solo parole e nessuna azione concreta - dice il vicesindaco - non ne posso più dei continui rinvii nel risolvere una questione di estrema gravità, oggi ancora più urgente in vista della vendemmia che è in anticipo e che i viticoltori non potranno fare in una condizione del genere». «La pazienza ha un limite e sono stanco - continua nello sfogo alla Gazzetta – da qui la diffida e l’impegno ad essere in prima fila a guidare una protesta in cui sarà coinvolta l’intera popolazione per la tutela della propria salute e del proprio territorio». «Di sicuro non pagheremo l’importo indicato alla voce depurazione della prossima fattura. Perché questo non è avvenuto». Dicono intanto molti cittadini che non escludono di avviare una petizione e presentare una Class Action nei confronti di Acquedotto Lucano chiedendo i danni derivanti dal mancato funzionamento del depuratore.

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