Domenica 22 Luglio 2018 | 05:00

Si torna a scuola

Studenti sotto quota 80mila
Il calo più forte nella Primaria

Nell'arco di un anno in regione il «popolo dei banchi» perde oltre 1.600 unità

Studenti sotto quota 80milaIl calo più forte nella Primaria

PIERO MIOLLA

Le vacanze sono finite e per 79.597 studenti lucani di ogni ordine e grado: per loro, infatti, oggi suona la campanella che inaugura l’anno scolastico 2017-18. Si tratta di 1.647 ragazzi in meno (circa il 2%) rispetto a quanti si sedettero tra i banchi lucani un anno fa, con un calo di 306 unità nella scuola dell’infanzia, 765 nella Primaria, 201 studenti in meno nella Secondaria di primo grado e 375 studenti in meno nella Secondaria Superiore.

Un calo, quindi, tra quanti, (stando ai dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale) da oggi, affolleranno i non sempre idonei plessi di Basilicata e andranno a comporre 4.194 classi (39 in meno dello scorso anno), con 50.239 iscritti a scuole che si trovano in provincia di Potenza, 29.368 nel Materano. Più nel dettaglio, sono 11.268 gli iscritti alla scuola dell’infanzia (per 564 sezioni totali), di cui 7.006 in provincia di Potenza (357 sezioni) e 4.262 in quella di Matera (207 sezioni). Nelle scuole primarie di Basilicata, invece, vedremo all’opera 22.739 bambini per un totale di 1.308 classi: di questi, 14.534 in provincia di Potenza (869) e 8.205 nel Materano (439). Capitolo scuola secondaria di primo grado: gli iscritti risultano essere 15.522 (814 classi), dei quali 9.824 (531 classi) nel Potentino e 5.698 in provincia di Matera (283). Infine, la scuola secondaria di secondo grado, dove c’è una platea di 30.068 studenti iscritti per un totale di 1.508 classi.

Anche in questo è diversa la ripartizione tra le due province: a Potenza, infatti, gli iscritti sono 18.875 (971 classi), mentre a Matera si fermano a 11.193 (537). A tutti gli studenti di ogni ordine e grado, naturalmente, l’augurio di un sereno e proficuo anno scolastico, nella speranza che esso sia segnato da disagi, emergenze o, peggio, situazioni di pericolo. Certamente i problemi di natura strutturale ci sono, e non bisogna negarli. Piuttosto, tutte le forze in campo (istituzioni scolastiche e politiche) dovrebbero far convergere sforzi e attenzioni nell’ottica di migliorare l’offerta scolastica, ivi compreso il profilo della sicurezza. Un tema, questo, in verità ancora non del tutto ottimizzato in Basilicata. Una regione che, va ricordato soprattutto a chi ha responsabilità di governo, è un vero e proprio terreno minato, sia per l’alta sismicità (specie in provincia di Potenza), che per il dissesto idrogeologico. In tal senso i primi ad aspettarsi miglioramenti concreti sono proprio i nostri studenti, molto spesso costretti a convivere con paure, pericoli e insicurezze strutturali.

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