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Il progetto

Potenza, da opera incompiuta
a polo unico bibliotecario

La bibliomediateca provinciale è pronta ad accogliere uno straordinario patrimonio librario

Potenza, da opera incompiutaa polo unico bibliotecario

MASSIMO BRANCATI

Sarebbe il primo caso in Italia di un unico polo bibliotecario. Il progetto è in rampa di lancio già da tempo ma ha incontrato qualche «resistenza» legata alla rescissione del contratto di fitto della biblioteca nazionale di via del Gallitello (oggi la spesa è di circa 320mila euro all’anno).

La bibliomediateca provinciale di Potenza è pronta ad accogliere uno straordinario patrimonio librario catalizzando uffici e locali. Sarà, insomma, la «casa della cultura» del territorio dove troveranno spazio la biblioteca provinciale e quella nazionale. «Non ci sono problemi. Aspettiamo soltanto la formale chiusura dell’intesa - sottolinea il presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi - che dovrebbe esserci in questi quindici giorni. I lavori della bibliomediateca sono terminati, mancano dettagli. Ora tocca al Mibact avviare materialmente il processo di trasferimento». Tutto dovrebbe concludersi entro il prossimo autunno, concretizzando finalmente l’intuizione di accorpare in un’unica struttura tutta l’organizzazione delle biblioteche istituzionali.
Non procedere a questa operazione significherebbe vanificare soldi e impegno per realizzare la bibliomediateca, il cui parto è stato piuttosto travagliato. Ha rischiato seriamente di restare un’incompiuta e il rischio di essere un «guscio vuoto» è un incubo che solo l’idea del polo bibliotecario può dissolvere.

Valluzzi professa ottimismo ed è convinto che il progetto sia vicino al decollo. Sarebbe il lieto fine di una storia tribolata: la bibliomediateca doveva essere pronta nel 2005: secondo il cronoprogramma indicato dalle tabelle a ridosso del cantiere, i lavori dovevano essere completati il 24 marzo di dodici anni fa. Un’altra tabella ha provato a spostare in avanti il «traguardo», indicando anche una data dell’inizio dei lavori, vale a dire 20 settembre 2010, e il tempo di 24 mesi per portarli a termine. Cioé 20 settembre 2012. Ma anche questa tempistica non è stata rispettata. Tutta colpa delle lungaggini burocratiche e dei pagamenti in ritardo degli stati di avanzamento per un’opera che nel suo complesso costerà circa 6,5 milioni di euro. Ha inciso il macigno del patto di stabilità che ha impedito ogni movimento finanziario, ma anche la complessità della struttura stessa ha determinato un dilatamento dei tempi. La bibliomediateca è stata costruita con le più moderne tecnologie. Sarà isolata sismicamente dal suolo, grazie a un sistema all’avanguardia, per abbattere le azioni dinamiche e garantire che essa non subisca danni in caso di terremoto. In questo modo potrà continuare ad essere funzionale anche per operazioni di protezione civile. Sarà garantita una maggiore durabilità della struttura attraverso l’utilizzo di calcestruzzi particolarmente resistenti agli agenti atmosferici e al fuoco. Occhi puntati anche sul risparmio energetico, con l’edificio che risponderà ai requisiti richiesti dalle direttive europee: in modo da consentire la naturale difesa dal caldo in estate e un buon isolamento dal freddo in inverno.

Tutti i servizi della bibliomediateca saranno collegati ad impianti di produzione di acqua calda prodotta da pannelli solari integrati nel tetto, mentre saranno utilizzati materiali con maggiore durabilità ed isolamento termico delle tubazioni conformi alle norme più restrittive. Portando qui la biblioteca nazionale il ministero contribuirà al pagamento delle ultime rate del mutuo contratto dalla Provincia, ma registrerà un sostanziale risparmio rispetto al fitto che versa oggi in via del Gallitello. «La bibliomediateca - conclude Valluzzi - può davvero diventare la casa della cultura. Sono nove piani, con spazi anche per esposizioni temporanee e incontri. Un gioiello per l’intero territorio».

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