Domenica 22 Luglio 2018 | 20:37

Protesta a POtenza

Circondati da pale eoliche
i cittadini si autosfrattano

Circondati da pale eolichei cittadini si autosfrattano

MARIA VITTORIA PINTO

Verifiche di impatto acustico e di impatto elettromagnetico, un presidio permanente delle forze dell’ordine, queste alcune delle richieste dei cittadini, comitati e associazioni che, ieri, hanno raggiunto la sede comunale di Potenza e hanno consegnato le chiavi delle loro abitazioni al sindaco del capoluogo lucano in segno di protesta. In testa il Comitato cittadino di Piani del Mattino, con la portavoce Vincenza Benedetti, supportato dalla presenza di persone spaventate e stanche dell’eolico selvaggio e di incidenti che si verificano sempre più spesso, anche da altri paesi del territorio come la signora Fidanza da Oppido, la signora Quinto da Acerenza, il signor Saracino da Cancellara, il signor Iura e la signora Rinaldi del Comitato cittadino Contrada Montocchino/Montocchio e zone limitrofe.

A Piani del Mattino l’ultimo incidente risale a due giorni fa, a Montocchio in una notte hanno introdotto il materiale per la costruzione delle pale attraverso il tratturo comunale dove ci sono i divieti d’accesso per gli autocarri addirittura utilizzando i Tir. «Stanno devastando il nostro territorio – ha sottolineato il sindaco De Luca – perché viviamo in un Paese dove le lobby economiche riescono a ottenere norme in Parlamento che le tutelano. Come Comune di Potenza abbiamo realizzato una serie di iniziative, dal 2014, nel tentativo di porre un limite a queste pas (procedura abilitativa semplificata) presentate da queste società. Il minieolico è assolutamente privo di disciplina. Abbiamo cercato di opporci all’eolico selvaggio, rigettando alcune pas, invitato ad adeguarsi a determinate norme, chiesto di valutare il regolamento sull’acustica comunale, rispettare le distanze dalle strade. I nostri atti sono stati impugnati e abbiamo diverse sentenze del Tribunale Amministrativo Regionale tutte contrarie, in una di queste, per citare un esempio, il giudice del Tar dice: «…né può essere applicato l’Art. 42 comma 3 del Regolamento edilizio del Comune di Potenza che stabilisce la distanza dai confini non inferiore alla metà dell’altezza massima degli edifici in quanto gli impianti eolici non possono essere equiparati agli edifici atteso che non sviluppino una volumetria e\o un impatto sul territorio paragonabile a quello degli edifici in cemento armato o muratura». Io direi che l’impatto è superiore, però ciò che vi ho letto è stato scritto da un giudice. Abbiamo chiesto di fare controlli sull’impatto acustico, ci hanno risposto di no. Se queste società installano decine e decine di pale da 60 kilowatt non si parla più di minieolico, ma di eolico con una potenza superiore al megawatt e, spesso, tutte le pale si connettono ad un unico punto di raccolta dell’energia (Pod) e si sommano le potenze. Anche in questo caso il giudice ci ha risposto «poiché ogni pala ha un suo sub-contatore va considerato il sub-contatore di ogni singola pala.

La situazione è grave, ci hanno legato le mani e non abbiamo la potestà di disciplinare il nostro territorio se non con provvedimenti che impongono a queste società di rispettare i limiti propri del territorio (il rispetto delle strade rurali). Il Comune di Potenza si sente letteralmente violentato dalla legge nazionale e dalle discipline messe in atto, perché ci danno sistematicamente torto in ogni tipo di interdizione che noi cerchiamo di attivare. Insieme, cittadini, comitati e Comune, valutiamo se c’è una lesione del diritto privato. La quantità di impianti che stanno installando nella nostra città è abnorme, sono decide quelli già installati, ogni impianto costa circa 250 mila euro: chiederò formalmente alle autorità preposte di capire da dove arrivano i capitali; chiederò al Prefetto di convocare un comitato di ordine e sicurezza pubblica; chiederemo udienza con i referenti del Dipartimento regionale preposto e chiederemo ai Parlamentari lucani un incontro per farsi portavoce di questa situazione: a questi parlamentari consegneremo, da portare a Roma, le fotografie delle vostre case sommerse dalle pale eoliche e chiederemo al Parlamento se questo è un modo civile di comportarsi in un Paese in cui vige la democrazia».

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