Domenica 22 Luglio 2018 | 03:26

pale della discordia

La Regione tira il freno
all'eolico «selvaggio»

Linee guida per le autorizzazioni. Si eviterà l'effetto cumulo

La Regione tira il freno  all'eolico «selvaggio»

di PIERO MIOLLA

RPOTENZA - Razionalizzare il procedimento autorizzativo, anche in riferimento alle tematiche relative alla tutela dei valori ambientali, paesaggistici e culturali che ogni territorio esprime in modo distintivo ed identitario. Il tutto, nelle more dell’approvazione del cosiddetto «Piano Paesaggistico Regionale». Con questo obiettivo la Giunta regionale guidata dal governatore Marcello Pittella ha approvato le «Linee guida per il corretto inserimento nel paesaggio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili», pubblicate nel Bur (Bollettino Ufficiale della Regione Basilicata) del 24 marzo scorso.

In pratica l’esecutivo, chiudendo un percorso iniziato con la legge regionale 54-2015, con cui vengono recepiti i criteri per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio degli impianti da fonti di energia rinnovabili ai sensi del decreto ministeriale del 10 settembre 2010, ha inteso fornire precise indicazioni ai comuni, titolari del rilascio delle autorizzazioni, fornendo appunto le linee guida cui attenersi nel valutare se concedere o meno le relative autorizzazioni.

Si tratta, hanno precisato fonti vicine a via Anzio, di disposizioni di mera natura organizzativa e non già di una vera e propria normativa. Con il provvedimento, infatti, la Giunta non assume affatto il potere di negare le autorizzazioni agli impianti, ma solo di regolamentarle, soprattutto per evitare il cosiddetto «effetto cumulo», che spesso ha fatto parlare di sé negli ultimi tempi, stante la proliferazione incontrollata di impianti di mini eolico anche in aree molto vicine ai centri abitati.

Insomma, un intervento regolamentare e nulla più. Questo l’intento della Giunta regionale che, nel caso di mancato rispetto delle linee guida, su segnalazione del singolo municipio, ha previsto che sarà proprio la Regione Basilicata a vagliare l’istanza. Attraverso i suoi uffici e dipartimenti competenti, infatti, via Anzio potrà valutare se i presupposti delle linee guida siano effettivamente rispettati nella singola istanza, o meno. Qualora lo fossero, l’autorizzazione sarà concessa. In caso contrario, invece, verrebbe richiesto all’istante di modificare la domanda autorizzativa eliminando le discrasie con le suddette linee guida. Il nuovo «pacchetto» approvato dalla Regione si propone, più in generale, di centrare alcuni macro obiettivi.

Quali? Sostenere la riduzione dei consumi di energia, promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili sul territorio e definire standard di qualità ambientale e paesaggistica nello sviluppo delle energie rinnovabili. Inoltre, a giudizio di via Anzio, le linee guida possono facilitare un contemperamento tra le esigenze di sviluppo economico e sociale con quelle di tutela dell’ambiente e delle risorse naturali e culturali nelle attività regionali di programmazione ed amministrative.

Il dato certo è che adesso i comuni hanno centoottanta giorni di tempo per il recepimento delle linee guida nei propri piani urbanistici, con l’eventuale possibilità di integrarle oppure di specificarle con ulteriori misure più restrittive. Sul punto, però, già ci sono state obiezioni e richiesta di moratoria da parte di vari esponenti politici, sia in riferimento alle linee guida, che ai piani dei singoli comuni.

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