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Chiuse le indagini della Dda

Giro di droga nel Potentino
ecco chi sono i 54 indagati

Giuro di droga nel Potentinoecco chi sono i 54 indagati

GIOVANNI RIVELLI

Avviso di conclusione delle indagini a 54 indagati per 349 capi di imputazione nell'ambito dell’inchiesta su un giro di spaccio di stupefacenti che lo scorso marzo ha portato all’arresto di 11 persone.Il provvedimento, che prelude alla richiesta dir invio a giudizio, è stato fatto notificare dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Potenza a firma del procuratore Capo Luigi Gay e dell’aggiunto Francesco Basentini.

A quindici persone viene contestato il reato di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti «per aver partecipato ad un’associazione armata composta da più di dieci persone e finalizzata all’acquisto di più delitti relativi all’acquisto, alla ricezione a qualsiasi titolo, alla importazione, alla illecita detenzione, alla vendita od offerta o messa in vendita, alla distribuzione, al commercio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana». In particolare Rocco Santarsiero (34 anni di Potenza) e Claudio Cioffredi (33 anni di Potenza) avrebbero rivestito il ruolo di promotori, dirigenti e organizzatori del sodalizio, Raffaele Cassano (43 anni di Cerignola) Giovanni Sciusco (50 anni di Cerignola) e Roberto Tarantino (38 anni di Cerignola) sarebbero stati i fornitori dello stupefacente con Matteo Stafezza (35 anni di Cerignola) che curava l’effettiva consegna ai corrieri lucani, individuati in Lucia Barile (30 anni di Potenza), Giuseppe Barra (24 anni di Potenza), Antonio D’Aversa (49 anni di Potenza), Giovanni Antonio Cerverizzo (30 anni di Potenza), Mirco Nucito (29 anni di Potenza), Giuseppe Perrotta (32 anni di Potenza) e Alessandro Sambataro (33 anni di Potenza). Inoltre Daniele Caporaso (42 anni di Potenza), avrebbe effettuato vendite in conto proprio e cessioni per altri presunti sodali e Patrizio Genovese (32 anni di Potenza) avrebbe messo a disposizione una base operativa.

Il resto delle contestazioni riguardano singoli casi di cessione di stupefacenti con eccezione di quelle mosse a Teodoro Gabriele Barbetta (40 anni di Melfi) Gabriele Moccia (30 anni di Pignola), Giovanni Cerverizzo Rocco Santarsiero e Raffaele Junior Talamo (22 anni di Potenza) cui sono contestati anche episodi estorsivi per ottenere il pagamento di droga ceduta. Reati legati al possesso e al porto delle armi sono invece contestati a Rocco Bradich (36 anni di Picerno), Pasquale Antonio Ciciriello (29 anni di Potenza), Tarantino, Abdelkebir Moukhtari (27 anni di Pignola), Santarsiero, Cioffredi e D’Aversa.
Gli altri indagati, per fatti relativi ai soli stupefacenti, sono Nicky Accetta (2 anni Potenza), Andrea Antoniciello (26 Cerignola), Giuseppe Becce (24, Potenza), Vincenzo Berillo (52, Potenza), Maurizio Bochicchio (27, Avigliano) Elvis Bradich (44, Picerno), Adriano Brancucci (58, Potenza), Giuseppe Campanella (25, Potenza), Federica Capasso (28 Potenza), Fabio Carbone (34, Tito), Gerardo Cirulli (32, Cerignola), Vincenzo De Clemente (45, Napoli), Alessandro Del Giudice (39, Potenza) Luigi Dolce (30, Abriola), Oreste Doria (37, Tito), Giusi Fusco (34, Picerno), Ivana Giuliano (31, Potenza) Giustino Guosso (37, Potenza), Mouad Kourikch, (28, Potenza), Daiana La Terza (28 Potenza), Ana Maria Lingurar (35, Potenza), Francesca Nardiello (24 Potenza), Antonio Palese (40, Barile), Giuseppe Perrotta (32, Potenza), Antonella Priore (25, Ruoti), Maurizio Sabia (28 Potenza), Osama Awad Abdrabo Salama (42, Sesto San Giovanni - Mi), Laviero Salvia (39, Tito), Alessandro Sambataro (33, Potenza), Dylan Sambataro (23, Potenza), Carmelo Santarsiero (27, Potenza) Michele Sarli (25, Potenza, Pasquale Donato Tangreda (39, Picerno), Rosario Tortorella (34, Cerignola) e Andrea Tortorelli (24, Potenza).

Oltre che per la quantità di indagati e di cessioni di stupefacenti, l’inchiesta aveva destato scalpore per gli atti di violenza finalizzati ad ottenere il regolamento dei conti legati alle cessioni di sostanze stupefacenti. In particolare uno degli indagati avrebbe minacciato di costringere la parente di una persona a cui chiedeva i soldi a prostituirsi per saldare il debito. «Mo ti faccio vedere io - avrebbe detto - ci prendiamo la figlia e ce la portiamo sopra la strada, te lo dico subito, ok?».

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