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per i 1.120 operai

Melfi, a Fca altra settimana
di Cassa integrazione

Melfi, a Fca altra settimana di Cassa integrazione

di Francesco Russo

MELFI - Inizierà domani una seconda settimana di cassa integrazione per i 1.120 operai dello stabilimento Fca di San Nicola di Melfi addetti alla produzione della Punto. I lavoratori sono rimasti a casa a partire dallo scorso 21 novembre e rientreranno in fabbrica il 5 dicembre. Inizialmente, il periodo di stop produttivo era stato fissato fino al 9 dicembre, ma «sopravvenute esigenze produttive» avevano indotto l’azienda a ridurre di tre giorni la cassa integrazione. Tra i sindacati, però, resta la preoccupazione, anche perché quello iniziato il 21 novembre è stato il terzo step di interruzione delle produzioni della linea Punto con richiesta di ammortizzatori sociali. Il primo ciclo di cassa integrazione aveva coinvolto 1.071 dipendenti dal 26 settembre al 7 ottobre. Dal 24 ottobre al 4 novembre si erano fermati 1.120 operai, sempre addetti alla linea Punto. Le organizzazioni di categoria, intanto, continuano a chiedere chiarezza sul futuro produttivo e occupazionale della Fiat Chrysler Automobiles di Melfi.

«Esprimiamo forte preoccupazione per ciò che potrebbe avvenire in Fca, giacché a Melfi si stanno aggiungendo settimane di cassa integrazione, che coinvolgono i lavoratori della linea Punto», evidenziano i sindacalisti dell’Ugl Metalmeccanici lucana, che se da una parte si dicono «soddisfatti per la crescita delle vendite di Fca e soprattutto delle vetture con il marchio Jeep» dall’altra ritengono necessario «un confronto sul lavoro nella fabbrica automobilistica del Vulture Melfese».

L’auspicio dei segretari regionali Carmine Vaccaro (Uil) e Marco Lomio (Uilm) è «che Melfi diventi la fabbrica centrale europea a marchio Jeep: attardarsi in difesa dell’esistente, magari limitandoci al compiacimento e all’esaltazione delle capacità produttive e professionalità dello stabilimento lucano, rischia di tenerci fuori dalla strategia mondiale dell’automotive. C’è bisogno di un atteggiamento che tenga il passo impresso dal management Fca per candidare la piattaforma di Renegade e Fiat 500X alla costruzione di nuovi modelli, prima che Fca possa rivolgersi a altri stabilimenti italiani ed esteri».

«Se la prospettiva della Punto è di una continua discesa produttiva - ha spiegato il segretario nazionale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano - è ora indispensabile capire quali saranno le soluzioni produttive per sostituire i volumi attualmente prodotti, per dare garanzia occupazionale agli oltre mille lavoratori attualmente impegnati sulla linea della Punto».

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