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Orco in casa

Rotonda, abusa per 16 anni
del fratello: chiesti 7 anni

I primi episodi quando la vittima aveva 6 anni (ora ne ha 23): la terribile storia in tribunale

Rotonda, abusa per 16 anni del fratello: chiesti 7 anni

Per il pubblico ministero non ci sono dubbi: ha abusato sessualmente del fratellino per molti anni. Da quando il piccolo ne aveva sei. Il collegio del tribunale di Lagonegro deciderà a breve.
Si capirà meglio allora se l’imputato è più orco o vittima di troppi equivoci. Il pm Giovanna Lerose per lui ha chiesto 7 anni di carcere. A denunciare le violenze è stata la stessa vittima che oggi ha 23 anni. Due anni fa raccontò ai carabinieri delle particolari «attenzioni» ricevute dal fratello, più grande di lui di 8 anni. Nonostante i genitori abbiano raccontato di non essersi mai accorti di niente, il pm ha ritenuto di aver raggiunto la certezza della colpevolezza sulla base degli elementi investigativi raccolti.
Le schiene degli inquirenti devono essere state attraversate da un brivido perché solo a sentirla raccontare questa è una storia che mette i brividi. Sarebbe durata 16 anni, il condizionale è d’obbligo, in una campagna di Rotonda ed è figlia di un ambiente particolarmente degradato. È una storia che coinvolge una famiglia con un quotidianità lontana da scenari normali. È una storia di due fratellini: lui è più grande, tra il 1999 e il 2000 periodo in cui tutto sarebbe iniziato, aveva quattordici anni. Il fratellino appena 6. Nessuno all’interno della casa avrebbe mai sospettato di nulla, almeno sino al giorno (dicembre 2014) in cui la vittima decide di raccontare tutto ai carabinieri. Chi raccoglie le sue parole rimane attonito. Il giovane parla con i militari e confida loro di quel che sarebbe accaduto per anni col fratello più grande. Dice che l’avrebbe violentato. Spiega che sarebbe accaduto non una volta sola ma più volte, a casa loro ma anche in un’altra abitazione in Calabria. Non solo abusi sessuali ma anche botte, se avesse raccontato qualcosa. E così più volte il fratello maggiore avrebbe abusato di lui costringendolo a praticare rapporti sessuali. Quindi gli avrebbe fatto giurare di non raccontare nulla a nessuno sennò l’avrebbe picchiato ancora.
Un calvario durato quasi vent’anni, fino a quando la mente del bambino divenuta adulta, non ha capito meglio la gravità e la morbosità di quei gesti decidendosi a raccontare tutto e facendo arrestare, a febbraio scorso, il fratello più grande, che si trova ancora agli arresti domiciliari. Il processo dovrebbe concludersi a breve. Solo allora si potranno conoscere meglio i confini di questa storia di violenza sessuale. Per ora a parlare sono gli atti dell’indagine. Su tutti un’audizione protetta, durante la quale la vittima ha ricostruito le tante umiliazioni. Un colloquio difficile, duro. Sulle violenze subite, sulle attenzioni morbose vissute in casa, sui gesti di quella persona che doveva essere suo fratello e che invece si era trasformato nel suo aguzzino.

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