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Corte dei conti

Bilancio, dopo bocciatura
la Regione blocca tutto

Saltano nell'assestamento sport e dissesto idrogeologico, disabilità e altro. Salvi solo forestazione e trasporti

Regione Basilicata  problemi per gli stipendi

Non c’è spazio per la rabbia, non c’è tempo per l’attesa. Fare presto. Il mantra di Marcello Pittella e del suo governo regionale ora sembra solo questo: fare presto. Per spostare i soldi del bilancio consuntivo 2015 da una voce all’altra, per chiuderlo in pareggio e definire nello stesso tempo quell’assestamento contabile che deve essere chiuso entro il 30 novembre. Fare presto per evitare che una questione di cifre diventi anche una valanga politica, capace di travolgere il presidente ed il suo governo regionale. E di farlo a meno di un mese da quel referendum che per il Pd lucano e soprattutto per il governatore rischia di trasformarsi in una vera e propria prova di forza. Intanto, mentre sul piano tecnico si lavora sul bilancio 2015 (per il quale, però, le criticità maggiori sembrano essere risolte con l’individuazione dei 25 milioni di euro che mancano) gli sguardi sono tutti puntati sull’assestamento, documento che per legge deve essere ultimato entro la fine di novembre. «Sarà di pochi articoli» commentano l’uno dopo l’altro i consiglieri regionale il giorno dopo la bocciatura da parte della Corte dei Conti, in un clima a metà tra lo stupore e la voglia di andare avanti. Pochi articoli tra i quali ci saranno certamente i trasporti e la forestazione. Gli unici due ambiti certamente salvi, gli unici due comparti su cui non ci possono essere passi indietro. Per il resto, dal dissesto idrogeologico al piano per lo sport, ai fondi per la disabilità, si dovrà rinviare. Attendere il mese e mezzo che ci separa dal 2017 e soprattutto il prossimo previsionale. Un dramma per i dieci comuni della Regione che, invece, sull’assestamento di bilancio contavano per chiudere i loro bilanci in pareggio. Un dramma che potrebbe portare molte amministrazioni se non al dissesto quando meno ad un disavanzo difficile da ripianare. Il che spiega i timori che serpeggiavano tra gli amministratori regionali e comunali. Forse un ’àncora sarà trovata all’ultimo momento. Forse qualche milione sarà recuperato in zona Cesarini ma non potranno essere che spiccioli. Un problema nel problema, quindi. Nulla a confronto del clima rovente che rischia di innescarsi anche dal punto di vista politico, proprio in vista di un referendum che in Basilicata sembra essere una conta delle anime dem. Già ieri, ad esempio, era caduto nel vuoto l’invito del governatore a rinserrare le fila della maggioranza. A meno di 24 ora da quella sollecitazione è Piero Lacorazza ad irrompere a gamba tesa con un tweet: «È necessario approfondire i rilievi della Corte dei Conti, ma sul piano politico la rivoluzione è spiaggiata. Serve un cambio di passo vero» cinguetta il consigliere regionale dem, a cui subito replica il segretario regionale del Psi e sindaco di Melfi, Livio Valvano. «La questione bilancio regionale - Corte dei Conti è un fatto tecnico non politico. Roba da opposizioni prive di argomenti. Andiamo avanti» taglia corto l’esponente politico. Scintille che sembrano solo l’inizio di un fuoco molto più rovente.

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