Mercoledì 18 Luglio 2018 | 03:27

Serie di attentati

Terrore e auto incendiate
ecco l'inferno di Scanzano

L'ex sindaco Jacobellis: pago il mio impegno contro la criminalità

Terrore e auto incendiateecco l'inferno di Scanzano

«Avevo messo in preventivo un attacco contro di me. Non pensavo, però, che l’avessero attuato in maniera così violenta. Oltre alla mia auto hanno bruciato quelle di altri tre cittadini danneggiandone altre e potendo mandare in fiamme anche gli edifici vicini. È stata una notte di inferno. Allucinante». Sono le parole con cui Salvatore Iacobellis, ex sindaco Pd del centro del Metapontino per otto anni e sempre in prima fila contro la criminalità che assediava e sta assediando la sua città, ha descritto il suo stato d’animo dopo l’ennesima pagina di cronaca nera che ha interessato il più giovane Comune del Materano. Il «fatto» è accaduto attorno alle 3.08 della notte tra domenica e lunedì. I residenti di via Rocco Scotellaro, la strada antistante al municipio, nella zona di nuova espansione Scanzano Due, sono stati svegliati da forti botti. Affacciatisi ai balconi, l’inferno. Fumo e fiamme in quantità, con forti botti. Una residente ci ha riferito di aver visto l’auto dell’ex amministratore comunale muoversi come una miccia appiccando le fiamme alle altre vetture parcheggiate vicino. Poi, l’arrivo dei vigili del fuoco del Distaccamento di Policoro ha messo fine al rogo.

Lo stesso Iacobellis, Premio Mimmo Beneventano 2009 per la sua attività contro i tentativi di infiltrazione di ‘ndrangheta, camorra e sacra corona unita nel tessuto economico e sociale della città jonica assegnatogli dall’Associazione antimafia Libera, ci ha descritto la scena: «Stavo a casa di mio padre, ammalato, per assisterlo. Mi ha chiamato mia moglie attorno alle 3.15. Quando sono arrivato ho visto una scena apocalittica: la mia auto era un rottame irriconoscibile. La Panda parcheggiata vicino, ormai senza freni, era finita contro il cancello di casa. Una casa dove abitano altre famiglie. Come nello stabile vicino. Io non sono potuto entrare perché il cancello era stato interessato dalle fiamme. L’inferno. Allucinante». Ovviamente, tutta al gente è scesa in strada. Poi, le carcasse di quattro automobili sono state portare via. Sul posto sono rimasti il nero del fumo, l’asfalto danneggiato dal fortissimo calore, e la gente. Attonita. Con tanta paura addosso. Paura diffusa che genera omertà. Del resto, sinora, quanti hanno acceso roghi notturni, da anni, al 99 per cento, l’hanno fatta franca.

Ancora l’ex primo cittadino: «In tanti me lo hanno sempre detto di farmi i fatti miei. Chi te lo fa fare, è stato il consiglio che ho sempre ricevuto. Ma non possiamo essere tutti omertosi. Camorra? ‘Ndrangheta? Sacra corona unita? Chissà. Non credo che si tratti di roba da ragazzi. La verità è che me l’hanno fatta pagare. Mi aspettavano al varco. E si sono presi la loro vendetta». Ovviamente, l’ex sindaco è stato sentito dai carabinieri della Compagnia di Policoro che coordinano le indagini sul caso. Le auto distrutte, il Suv Crv Honda di Iacobellis più una Fiat Panda, una Seat, ed una Peugeot 305, sono state tutte sottoposte ai dovuti controlli. Gli uomini agli ordini della capitano Chiara Crupi indagano a tutto campo. E con molto impegno. Il “Caso Scanzano” è all’ordine del giorno dell’Arma. Allo studio anche gli altri atti intimidatori consumati contro l’ex primo cittadino: nel 2007, una busta contenente un proiettile; nell’estate 2014, una busta con una testa di agnello appesa al cancello della pizzeria gestita dalla sorella dove lui, architetto, spesso lavora. Gli investigatori non disperano di dare un volto ed un nome agli incendiari. Ovviamente, l’ennesimo fatto di cronaca ha fatto riemergere il “disco rotto” di Scanzano Jonico lasciata in balia della delinquenza, organizzata o meno che sia, unico Comune del Metapontino privo di un presidio fisso delle forze dell’ordine, dopo l’abbandono del Commissariato della Polizia di Stato.

SOLIDARIETA' DELL'ANCI - Una delegazione dell’Anci Basilicata si è recata a Scanzano Jonico (Matera): guidata dal presidente lucano, Salvatore Adduce, è stata accolta dalla vicesindaco, Giovanna Merlo. «Abbiamo ribadito - ha sottolineato Adduce - la nostra solidarietà a Iacobellis che pur non ricoprendo alcuna carica pubblica continua ad essere oggetto di atti intimidatori segno che la sua attività di sindaco ha 'disturbatò molto gli ambienti del malaffare. L’Anci nei prossimi giorni continuerà a mantenere desta l’attenzione e la vigilanza sul Metapontino ed in particolare su Scanzano per contrastare i tentativi di infiltrazioni della malavita nella sfera pubblica. Lavoreremo - ha proseguito Adduce - a stretto contatto con le forze dell’ordine e degli inquirenti per contrastare ed estirpare la mala pianta della illegalità. Nella riunione del consiglio direttivo già convocato per il 3 novembre assumeremo decisioni in proposito».

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