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Riforma costituzionale

Regione, a rischio i fondi
destinati ai portaborse

Una interpretazione della norma porterebbe al blocco dei trasferimenti ai gruppi consiliari

Regione, a rischio i fondidestinati ai portaborse

È una norma, o meglio l’interpretazione estensiva di una norma prevista nella Riforma costituzionale, a mettere a rischio il personale dei gruppo politici presenti in Consiglio regionale.
Dopo la chiusura del gruppo ed il relativo licenziamento del personale di Realtà Italia a seguito della sospensione del consigliere regionale, Paolo Galante, è un comma della riforma al centro del referendum del 4 dicembre prossimo a ipotecare il destino delle diverse persone che lavorano nelle rappresentanze politiche presenti nel Parlamentino lucano.
In particolare, è il comma 2 dell’articolo 40 denominato «Disposizioni finali» del disegno di legge della ministra Boschi a prevedere lo stop ai trasferimenti di risorse ai gruppi partitici che lavorano nei Consigli regionali (che vengono sostenuti proprio con i soldi che la Regione Basilicata trasferisce ad ogni consigliere ed alle rappresentanze partitiche). Secondo quanto recita testualmente l’articolo, infatti, si introduce il divieto di «corrispondere rimborsi e analoghi trasferimenti monetari con oneri a carico della finanza pubblica, vale a dire a carico delle Regioni medesime (com’è attualmente) o a carico di qualsiasi altro ente pubblico».
Ma non solo. La norma diventa «di immediata attuazione in base all’articolo 41, il quale ne dispone l’entrata in vigore il giorno seguente a quello della pubblicazione della legge sulla Gazzetta ufficiale». Il che semplificato significa che, un’interpretazione estensiva della norma, mettendo la parola fine all’assegnazione delle risorse finanziarie ai gruppi porterebbe alla perdita del posto di lavoro per il personale che vi lavora (pagato con i rimborsi che vengono percepiti dai singoli consiglieri e assunto con regolari contratti a tempo determinato) e che questo scenario potrebbe concretizzarsi in tempi strettissimi, Forse già dopo il voto per il referendum.
Una situazione complessa, dunque, che sta creando non poche fibrillazioni anche in altre Regioni.
È il caso della Toscana dove i capogruppo di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega nord hanno già presentato un’interrogazione. Chiedendo chiarimenti su quella frase «analoghi trasferimenti» che un’ interpretazione estensiva della norma, appunto, potrebbe far rientrare anche nel finanziamento del personale a supporto dei gruppi consiliari.

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