Cerca

terza e quarta età

Oltre 25mila badanti
quasi tutte «irregolari»

Liste assistenti domiciliari: il piano della Regione ancora non incide

Oltre 25mila badanti  quasi tutte «irregolari»

di PIERO MIOLLA

Sono oltre 25mila le badanti che operano in Basilicata, la maggior parte delle quali provenienti dall’Est Europa. In base però a semplici stime, inoltre, solo il 20% sarebbe di nazionalità italiana.

Numeri che dimostrano, ove ce ne fosse bisogno, come nella nostra regione l’età media continui a crescere e che, parallelamente, aumenta il fabbisogno dell’assistenza domiciliare. Fabbisogno che, in parte per tradizione e consuetudine, in parte per un rigetto da parte degli italiani, è quasi sempre appannaggio di persone provenienti da quella zona del «Vecchio continente». Per regimentare il settore e consentire alle famiglie che necessitano di tale servizio un più agevole approccio, all’inizio del 2016 la Regione Basilicata ha lanciato l’iscrizione in liste di prenotazione per gli assistenti domiciliari: un servizio tutt’ora operativo. L’iscrizione è riservata ai migranti residenti in Basilicata e nei Paesi dell’Ue, così come ai lavoratori in possesso di permesso soggiorno provenienti da paesi extra Ue: può essere effettuata anche on line dai Paesi di residenza, utilizzando la modulistica in italiano e in inglese scaricabile dal sito della Regione. La comunicazione di iscrizione va indirizzata ai Centri per l’Impiego competenti (Potenza, Melfi, Villa d’Agri, Lauria, Senise, Matera, Pisticci e Policoro). Il servizio, istituito con delibera di giunta regionale su proposta del Coordinamento per le politiche a favore dei migranti, anche a seguito degli accordi sottoscritti con le Prefetture di Potenza e Matera e i ministeri dell’Interno e del Lavoro, ha voluto sperimentare per la prima volta in Italia, un sistema che favorisse l’incontro tra domanda e offerta in un comparto decisivo dell’assistenza come quello rivolto soprattutto agli anziani.

A conti fatti, l’idea della Giunta sembrerebbe non aver funzionato appieno: le iscrizioni, infatti, ci sono state ma gran parte del fenomeno dell’assistenza domiciliare continua a rimanere sommerso e, dunque, in nero. La misura, invece, tendeva proprio ad assicurare la fuoriuscita dal lavoro nero per garantire un giusto salario e l’assicurazione previdenziale, magari supportata da misura di incentivazione alle famiglie a basso reddito, per integrare la retribuzione dell’assistenza domiciliare. L’innovazione rappresentata dal servizio, dunque, doveva consistere nel superamento dell’intermediazione illegale o della remunerazione di strutture intermediare. Uno degli obiettivi della misura, poi, era quella di favorire l’organizzazione di corsi di formazione per sostenere il livello professionale e aumentare le capacità assistenziali e socio-sanitarie della lavoratrice. Proprio tale obiettivo dovrebbe essere centrato attraverso una rivisitazione del settore, da porre in essere per il tramite dell’Agenzia Regionale per il Lavoro (Lab, Lavoro e apprendimento Basilicata), il cui direttore generale, Antonio Fiore, è stato nominato dal presidente Marcello Pittella qualche giorno fa. Il nuovo organismo, di concerto con i livelli nazionali e periferici, dovrà favorire l’istituzione di una piattaforma online con la quale le persone interessate potranno iscriversi anche continuando ad essere residenti nei Paesi d’origine.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400