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Basilicata

«Royalty idrocarburi
anche agli altri Comuni»

Il presidente dell'Anci, Adduce , sollecita una riflessione con tutti i sindaci

«Royalty idrocarburi  anche agli altri Comuni»

di Antonella inciso

Invoca un atto di coraggio Salvatore Adduce, presidente dell’Anci Basilicata. Spiega che il momento di una riflessione più approfondita sull’uso delle royalty e delle altre risorse legate al petrolio è indispensabile. Nei giorni della «guerra del gas» tra i comuni della Val d’Agri è il responsabile della sezione lucana dell’Anci a irrompere nel dibattito. Chiedendo a tutti gli amministratori un atto di coraggio, valutando l’allargamento delle royalty ai comuni. «La questione - precisa Adduce - è che i comuni destinatari delle royalty o di compensazioni di vario genere si sobbarcano il paradosso che hanno casse piene e non possono spendere, nonostante l’eliminazione del patto di stabilità dalla Finanziaria 2016, perché i meccanismi di utilizzo dell’avanzo rendono impossibile un’accelerazione della spesa. Per questo, cercherei di tenere meglio la battuta. Se, ad esempio, Viggiano deve tenere in cassa decine di milioni di euro senza utilizzarli e l’andamento dell’economia non lascia sperare in facili soluzioni, dobbiamo armarci di pazienza, valutando, con i sindaci, il da farsi per rendere utile l'apporto che i comuni hanno da petrolio e gas».

Insomma, Adduce invita alla riflessione degli amministratori, auspicando «una riflessione dal punto di vista delle cose da fare». «Ho un’interlocuzione continua con Viggiano - dice - mi sollecitano la questione, ma essa non è nelle nostre mani. È una questione nazionale, con le nuove leggi sulla finanzia che impediscono l’utilizzo a fini d’investimento di somme che rinvengono da meccanismi come quello delle royalty». Per questo per il presidente dell’Anci, la soluzione non può che essere il frutto di interlocuzioni tra tutti gli amministratori. «I comuni dovrebbero valutare insieme le soluzioni convenienti ai fini della infrastrutturazione generale - spiega - bisogna verificare se sia più utili affacciarsi con il naso fuori dai confini del proprio territorio per rendere tutta l’area più competitiva. Bisogna orientarsi per verificare se ci sono le condizioni per rendere più ricca e più competitiva la zona con investimenti che possono riguardare territori più vasti. Capisco, che ci siano difficoltà da parte del singolo comune che riceve royalty e compensazioni perché ha ripercussioni in termini ambientali dovuti alle estrazioni. Capisco, che sia sempre più complicato dire alla comunità: «tu hai il petrolio ma i soldi che ricavi li dobbiamo prendere tutti insieme”. Però, su questo una riflessione va fatta». «Abbiamo la necessità di rispettare i termini delle unioni dei comuni perché non vediamo come fare con queste risorse per far aumentare il grado di civiltà dei territorio. Insomma, dobbiamo avere un po’ di coraggio in più».

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