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violenze tra i banchi

Le mamme dei bimbi picchiati
«Stiamo vivendo un incubo»

C'è chi è svenuta davanti al video. E chi sospettava qualcosa

Le mamme dei bimbi picchiati  «Stiamo vivendo un incubo»

di Alessandra Santoro

«Io la notte non dormo più». È così che esordisce la madre di uno dei piccoli alunni della scuola per l’infanzia «Il Delfino» di Potenza dove, secondo quanto emerso dal materiale audio video raccolto durante le indagini svolte dal nucleo operativo dei carabinieri del capoluogo, sarebbero avvenuti ripetuti maltrattamenti fisici e verbali nei confronti di bambini dai 3 ai 5 anni.

Maltrattamenti che si sarebbero consumati all’interno delle aule dell'istituto e compiuti senza alcuna ragione o ratio educativa. Per oltre un anno, tre maestre, di cui ovviamente tutti i genitori si fidavano nell'affidare i loro piccoli ogni mattina, avrebbero in realtà sfogato su di loro una rabbia incontrollabile ed ingiustificata. Tradotta in schiaffi, insulti, spintoni e strattonamenti al fine di renderli più «composti ed educati».

Secondo quanto emerso dalle intercettazioni audio avrebbero poi intimato loro di tacere minacciandoli di ulteriori e forse più violente punizioni il giorno successivo.

«Mio figlio non ha mai detto una sola parola al riguardo. Anche quando, al rientro a casa, dopo scuola, gli chiedevo come fosse andata la sua giornata lui si limitava a dirmi che era andata bene ed addirittura indicandomi il nome della sua preferita che si è poi tragicamente rivelata essere il suo incubo quotidiano». A parlare è la madre del piccolo, uno dei bambini, a quanto pare, più bersagliati dalla furia delle tre insegnati. «Non avrei mai immaginato nemmeno un quarto dell'inferno che mio figlio stesse passando. Anche se dentro di me intuivo qualcosa. Sentivo che qualcosa non andava in quella scuola. Mio figlio non raccontava di quell’orrore ma ogni mattina piangeva e lamentava di non volerci andare. Normali capricci di un bambino, pensavo, e lo rassicuravo che la mattinata sarebbe volata e che presto sarei andata a prenderlo. Leggevo nei suoi occhi un timore ma non capivo. Non potevo immaginare una cosa simile».

Da altre testimonianze emergono anche altri tratti inquietanti: una delle mamme, a metà dell’anno scolastico avrebbe contattato altri genitori per chiedere se anche i loro figli presentassero atteggiamenti anomali o avessero loro riferito di comportamenti violenti da parte delle maestre.

«Sul gruppo whatsapp che abbiamo tra noi genitori abbiamo discusso di questo episodio ma non emerse nulla di particolare in merito alla questione. La cosa si chiuse così». Successivamente però, un’altra mamma, allarmata dalla presenza di alcune ecchimosi sospette sul braccio della figlia ha deciso di sporgere denuncia, seguita subito da quella di un’altra, ai carabinieri di Potenza e da lì lo scattare tempestivo delle indagini. «Pensai subito che si trattasse di qualcosa di grave avvenuta all’interno della scuola ma mai che proprio mio figlio fosse uno dei bimbi più colpiti dalla furia di queste donne». Prosegue la mamma.

La visione dei filmati da parte dei genitori è stata ovviamente scioccante tanto da causare, in un caso, uno svenimento. I genitori chiedono giustizia e si dicono pronti a intraprendere oltre che le vie legali anche quelle mediatiche. Ieri pomeriggio, infatti, molti genitori e nonni dei piccoli sono stati invitati a partecipare ieri ad una diretta con «Pomeriggio 5» per manifestare il loro dolore e la loro rabbia verso l’ennesimo caso di maltrattamenti all’interno di una scuola materna. «Vogliamo far sentire la nostra voce - dice un’altra mamma - perché episodi simili non si ripetano mai più e perché vengano introdotte in tutte le scuole delle telecamere fisse di sorveglianza. Per legge. Perché questo orrore finisca».

Il dolore è profondo ma la forza di reagire e combattere è forte. La speranza di tutti i genitori è riposta ora nella giustizia. Perché quello che è accaduto non si possa mai più ripetere.

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