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Tre anni fa la scomparsa
il mistero di Sciaraffia

L'anziano era stato minacciato prima di far perdere le sue tracce

Tre anni fa la scomparsa il mistero di Sciaraffia

di Fabio Amendolara

Riceve un messaggio minaccioso, poi sparisce nel nulla.

Di Pasquale Sciaraffia, 86 anni, di Oppido Lucano, non si hanno notizie ormai da tre anni. L’ipotesi: potrebbe aver deciso di allontanarsi per evitare le pressioni che pare subisse da qualcuno che lo taglieggiava. L’anziano era stato minacciato. Il messaggio, dal tenore estorsivo, gli era stato fatto trovare davanti alla porta di casa. Per quell’episodio - avvenuto poco più di un anno prima - Sciaraffia si spaventò molto e sporse denuncia. L’ipotesi è che qualcuno lo stesse taglieggiando ma gli investigatori inizialmente non avevano ricollegato direttamente il messaggio alla scomparsa dell’anziano.

È certo, invece, che da qualche tempo Sciaraffia spendesse più di quanto percepisse di pensione. Il particolare è stato confermato da alcuni parenti. Ecco perché l’ipotesi estorsiva potrebbe prendere piede (o comunque non è da escludere). Ed è necessario, a questo punto, ricostruire gli ultimi spostamenti dell’anziano. Il giorno della scomparsa Sciaraffia è uscito di casa come sempre. Era molto metodico nei suoi movimenti. All’ora di pranzo, Mario Spano, l’addetto alla consegna dei pasti della cooperativa sociale «Promozione ’80», ha dato l’allarme. Non lo ha trovato a casa e si è subito preoccupato («a quell’ora Pasquale era sempre a casa»). Ha allertato il nipote di Sciaraffia. Da quel momento sono partite le ricerche. L’anziano è di corporatura esile, calvo, occhi scuri. Alto un metro e 50. Segni particolari: ha un’escrescenza al sopracciglio sinistro. Cammina con difficoltà e usa un bastone. Il giorno della scomparsa indossava pantaloni grigio scuro, berretto blu, scarpe tipo «anfibi». Il 19 settembre è stato visto più volte e da più persone sulla «strada della fontana». Le aree rurali del paese sono state battute palmo a palmo nei primi giorni e «mappate» con dei sofisticati sistemi di geolocalizzazione «gps». Successivamente i volontari della Protezione civile hanno cercato nell’area del parco eolico e sotto i ponti. Di Sciaraffia però a Oppido non c’è traccia.

È stata anche approfondita - e poi esclusa - l’ipotesi che fosse salito su un autobus. Gli autisti dei bus di linea che si fermano a Oppido hanno escluso di averlo visto. Successivamente è arrivata tramite Facebook una segnalazione dal Nord Italia, partita da una signora di origini rumene.

Gli investigatori però sembrano aver valutato in modo negativo anche questa possibilità.

L’anziano, dal 19 settembre del 2013, sembra essere scomparso nel nulla. Non una ulteriore segnalazione, né un avvistamento. Ma i familiari non si rassegnano: è soprattutto un nipote a cercare di tenere ancora alta l’attenzione sul caso.

Sciaraffia potrebbe anche aver perso l’orientamento. Non risulta che soffrisse di alzheimer ma non è da escludere che a quell’età possa aver perso lucidità ed essersi allontanato nei campi della immediata periferia del paese senza riuscire poi a rientrare a casa.

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