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Bus, scoppia la grana
degli stipendi troppo alti

i nodi del trasporto pubblico Premio di produzione elevato: primi scontri Regione- sindacati sui prossimi bandi

 Bus, scoppia la granadegli stipendi troppo alti

di Antonella Inciso

Troppi soldi in busta paga. Troppi incentivi economici legati al secondo livello di contrattazione e di conseguenza troppo oneroso il servizio di trasporto pubblico da rendere complicato per le aziende partecipare ai bandi.. Tutta colpa dell’’articolo 18 della legge regionale 22 del 1998 (quello che prevede l’obbligo per le aziende, che hanno vinto un bando e subentrano nel servizio di mantenere inalterato il secondo livello di contrattazione per ferrotranvieri e autisti). L’idea della Regione è di modificarlo, lasciando alle aziende - una volta conclusa la gara - la libertà di mantenere o meno quella contrattazione che prevede per i dipendenti premi di produzione di circa 700 euro al mese oltre lo stipendio..

In questo modo secondo il ragionamento che viene portato avanti dagli esponenti del governo regionale, ai bandi previsti per il 2018 potrebbe partecipare un numero maggiore di aziende. Con una liberalizzazione delle offerte e riflessi anche in termini di risparmio e contenimento dei costi. Insomma, l’obiettivo è razionalizzare, ampliando il mercato. Farlo, però, significa incidere sui diritti acquisiti, su aspetti economici E la cosa ovviamente ha fatto insorgere i sindacati che ieri nella riunione con i vertici dei Dipartimento infrastrutture proprio sul Piano trasporti hanno espresso tutte le loro perplessità. Già perché l’assessore al ramo, Nicola Benedetto avrebbe evidenziato la necessità di svincolare il secondo livello di contrattazione dai bandi regionali che devono partire nel 2018.

«Solo in questo modo si evita il monopolio del mercato e si apre alla liberalizzazione, dando la possibilità alla Regione di ottimizzare i servizi» è il ragionamento fatto nell’incontro. Una strada che la Regione aveva tentato di portare avanti anche il precedente assessore, Aldo Berlinguer, che nel 2014 aveva chiesto la modifica dell’articolo 18, salvo poi, arrendersi di fronte allo stop del Consiglio regionale.

A due anni di distanza, però, l’obiettivo torna prepotentemente alla ribalta e rischia di innescare una vera e propria miccia. Perché su ogni addetto il secondo livello di contrattazione significa un premio di produzione mensile in più di circa 700 euro. Soldi che si aggiungono allo stipendio, soldi che sono stati stabiliti molto tempo fa e che ogni nuova azienda deve continuare obbligatoriamente ad erogare, proprio in base all’articolo 18 della norma regionale. Rendendo, quindi, decisamente costoso l’intero servizio. Di qui, l’idea di cambiarla. Di lasciare alle aziende che vinceranno i bandi per il trasporto pubblico locale la possibilità di discutere della contrattazione di secondo livello. Un percorso che, però, appare tutto in salita. Forse anche come il nuovo Piano dei trasporti. Piano che dovrebbe essere approvato in giunta in questa settimana e che, invece, potrebbe slittare se si dovesse decidere di discuterne con la maggioranza consiliare nei prossimi giorni.

Tra autobus, ferrovie e treni, dunque, l’autunno dei trasporti e delle infrastrutture si preannuncia caldo. E l’idea di modificare l’articolo 18 della legge 22 del 1998 sono convinti in molti lo renderà decisamente molto molto più incandescente.

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