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Tra Potenza e Matera

La festa della Bruna vale
il doppio di San Gerardo

La Regione stanzia 150mila euro per l'evento materano e 70mila per Potenza

festa san gerardo

Centocinquantamila euro per la festa della Bruna di Matera e solo 70mila per quella di San Gerardo, a Potenza (Parata dei turchi). Cinquemila euro per la sagra del canestrato di Moliterno Igp e ben 25.650 per quella dei «raskatielli» di Fardella (che per via Anzio valgono quanto la sagra del pecorino Dop di Filiano). C’è poi il caso dei 13.550 euro finanziati al Comune di Sant’Angelo Le Fratte per i murales, anche se è noto a tutti che è Satriano di Lucania il luogo nel quale, per tradizione, si esaltano i murales: il Comune di Satriano, peraltro, ha regolarmente candidato a finanziamento l’evento senza ottenere alcun riscontro positivo. Zero euro, poi, sono stati assegnati a comuni come Pisticci (terzo centro più popoloso in regione, dopo i capoluoghi) e Bernalda, citati a mero titolo esemplificativo. Sono solo alcune delle «particolarità» (almeno agli occhi del cittadino, s’intende: di sicuro ci saranno delle motivazioni pregnanti) contenute nella delibera approvata dalla Giunta regionale al completo lo scorso 7 giugno: per la cronaca, la delibera è la numero 625 e ha ad oggetto «Iniziative di promozione e comunicazione del patrimonio culturale intangibile della Basilicata – Ammissione e finanziamento per l’annualità 2016». In pratica, con quell’atto l’esecutivo regionale ha deciso quali progetti, relativi al cosiddetto patrimonio intangibile, finanziare e quali no. Premesso che per patrimonio intangibile s’intende quello immateriale costituente l’elemento essenziale della identità culturale lucana, la delibera numero 625 impegna una somma pari a 2 milioni e 134mila euro circa per promuovere il nostro territorio: di questi, circa 550 milioni sono destinati ai Comuni della provincia di Matera e la parte restante a quella di Potenza.
Scorrendo l’elenco delle manifestazioni finanziate, oltre alle «particolarità» già elencate in apertura, in realtà ce ne sono tante altre: detto di Pisticci che pur avendo presentato tre progetti (Feste patronali di San Rocco, Pisticci tra mito e realtà e la ceramica racconta Pisticci), non ha avuto alcun finanziamento insieme ad altri 48 comuni, si può notare come Matera, che ha ottenuto nel complesso quasi 180mila euro, sia riuscita a farsi finanziare anche altri 20mila euro con l’inserimento di due nuovi eventi (il Campus archeologico del Mediterraneo e Il Conte Tramontano a Matera) nella new entry regionale: considerato che la città dei Sassi già gode dei finanziamenti per Matera 2019, forse sarebbe stato più logico dare questi soldi ad altri comuni a cui gli eventi non sono stati finanziati. Inoltre, il Comune di Brienza per la seconda volta consecutiva ha visto «non approvato» un evento relativo alla città di «Mario Pagano». Tra le nuove iniziative, solo 17 comuni ne hanno beneficiato, comprese Matera e Potenza. Per la Regione, dunque, manifestazioni come i «giochi antichi della ruralità lucana» di Tito hanno più importanza di quella sui «Suoni e luce – notte al castello» di Mario Pagano di Brienza. Il Cinespettacolo della Grancia, a Brindisi di Montagna, porta a casa poco più di 200mila euro. Inoltre, il «pellegrinaggio della Madonna del Sirino» di Lagonegro vale 20.250 euro: altri in Basilicata, evidentemente, non sono stati ritenuti meritevoli di finanziamento. Capitolo feste patronali: non solo Pisticci, ma anche tantissimi comuni lucani non hanno ricevuto nulla, tranne Maratea, dove le celebrazioni per San Biagio valgono 9mila euro di sovvenzione regionale. E, ancora, San Paolo Albanese (appena 292 abitanti) con i suoi riti «arberesche» porta a casa oltre 37mila euro. Il rito di San Michele Arcangelo, a Sant’Angelo le Fratte, vale 13.500 euro, mentre quello del Crocifisso di Brienza e del rito pagano dell’Angelo, che si tramanda da secoli, non vale nulla. Sono questi, in Basilicata, i veri misteri della fede?

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