Cerca

A margine di un incontro

Il presidente Boldrini a Potenza
«Toni bassi sul referendum»

Il presidente Boldrini a Potenza «Toni bassi sul referendum»

foto Tony Vece

POTENZA - «Non mi piace questo clima. Abbassiamo tutti i toni e facciamo capire ai nostri concittadini che cosa abbiamo fatto alla Camera». Lo ha detto la presidente della Camera dei Deputati, l’on. Laura Boldrini, rispondendo a una domanda sul referendum a Potenza, a margine di un incontro sul tema «La buona politica per un nuovo patto di cittadinanza» a cui partecipa anche l’ex capogruppo del Pd Roberto Speranza. "Per me - ha aggiunto - quello che conta è che gli italiani sappiano perché andremo a votare e quali sono i punti centrali di questa riforma».

«Alla Camera - ha proseguito - c'erano posizioni diverse. C'erano quelli che volevano cambiare in un modo e c'erano quelli che volevano cambiare in un altro, ma non c'è stata una contrapposizione tra chi voleva cambiare e chi voleva invece che si rimanesse così: nessuno era di questo avviso. Ora la riforma l’abbiamo fatta, adesso il testimone ai cittadini. E cerchiamo di mettere i cittadini in condizioni di potersi esprimere».

«Io ritengo che - ha aggiunto la presidente della Camera - la Costituzione sia la Carta che denota il nostro Dna come popolo: noi ci identifichiamo nella nostra Carta costituzionale. E questa Carta non si cambia ogni anno ad ogni legislatura, si cambia solo quando è strettamente necessario. Allora - ha continuato - è talmente importante concentrarsi su questo che non vedo l’utilità di doversi occupare del resto». Rivolgendosi ai giornalisti, Boldrini ha poi sottolineato che «anche voi avete la responsabilità di informare bene senza fare schieramenti di tifoserie».

«E' fondamentale» riavvicinare i cittadini alla politica, «intanto con il buon esempio, facendo cose concrete». Secondo la presidente della Camera bisogna far capire ai cittadini che «la nostra democrazia non vive da sola, dobbiamo alimentarla. E’ come quando si va in bicicletta: bisogna pedalare. Se non si pedala si cade, e così è la democrazia. Dobbiamo pedalare per tenere viva la nostra democrazia. Non basta andare a votare una volta ogni cinque anni - che pure è essenziale e necessario - ma bisogna partecipare un’ora al giorno, un’ora di ciascuno di noi per gli anziani, per fare delle zone verdi, per pulire un luogo pubblico. Immaginatevi - ha sottolineato Boldrini - come vivremmo tutti meglio: ecco dobbiamo sentire nostro il Paese in cui viviamo. Non finisce a casa nostra l’interesse verso quello che può funzionare o meno, poi si deve stare anche fuori e se fuori noi riusciamo a fare qualcosa di buono - ha concluso la presidente della Camera - staremmo tutti meglio».

«Dobbiamo chiedere cose chiare ai partiti: fate pulizia al vostro interno, non deve essere la magistratura a farlo, perché la magistratura arriva troppo tardi, quando il danno è fatto». «I nostri genitori - ha evidenziato Boldrini - hanno rimesso in piedi l’Italia dopo la guerra, e noi siamo cresciuti con il terrorismo ma ce l’abbiamo fatta: dobbiamo ricostruire quel 'muro di popolò che ha sconfitto il terrorismo nel nostro Paese, dobbiamo ricostituire i partiti come centri di aggregazione vera e sociale, e i sindacati, che sono importanti. Non ho mai conosciuto una democrazia senza partiti e senza sindacati. Dobbiamo chiedere ai sindacati di essere all’altezza della sfida globale, ma abbiamo bisogno di buoni sindacati. Non possiamo pensare a una società senza partiti e sindacati. Non c'è democrazia - ha concluso la presidente della Camera - senza corpi intermedi». 

«E' chiaro a tutti il problema» che tra i banchi del Consiglio regionale della Basilicata non sieda alcuna donna. «Il problema - ha aggiunto - è chiaro soprattutto alle donne di questa regione e mi auguro che si arrivi a concepire la presenza femminile come un valore aggiunto».

«Io - ha aggiunto - trovo non ideali le cosiddette quote rosa, non sono una fan, ma trovo più accettabile questo che il fatto che in un Consiglio regionale non ci sia la voce delle donne: questo lo trovo molto più insopportabile. Adesso - ha concluso Boldrini - bisogna guardare avanti, voltare pagina e fare in modo che le donne di questa regione vengano rappresentate».

«E' necessario unire le forze tra tutti coloro che rifiutano la violenza, uomini e donne, perché non possiamo convivere con questo dramma come se nulla fosse». Così, a Potenza, la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, che oggi ha «voluto esporre un drappo rosso» alla finestra del suo ufficio a Montecitorio «per denunciare questa violenza contro le donne, contro le nostre ragazze, che è insopportabile».

«Ho fatto - ha aggiunto - un appello anche a quegli uomini che sentono come insopportabile questa situazione e si uniscono a noi. Ho voluto dire: non lasciateci sole, fate qualcosa di concreto anche voi. E agli altri, ai violenti, ho detto: rassegnatevi, perché noi non rinunceremo mai ai nostri diritti, alle nostre conquiste, non ci toglierete così la nostra libertà. Non la toglierete né a noi donne, né - ha concluso Boldrini - alle nostre ragazze».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400