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Spopolamento

I 101 paesi «fantasma» della Basilicata

Il 77% dei comuni lucani non superano i 5mila abitanti: negli ultimi 20 anni la fuga per assenza di servizi e lavoro

craco

Sono ben 101 i Comuni lucani che soffrono di un disagio insediativo: lo rivela il dossier di Legambiente «Piccolo (e fuori dal) comune. Cosa sta cambiando nell’Italia dei piccoli comuni», che ha analizzato la situazione dei piccoli comuni italiani e le difficoltà che essi vivono. In Basilicata il 77% dei comuni ricade in questa categoria, vale a dire nel gruppo la cui dimensione demografica non supera i 5 mila abitanti: questi centri negli ultimi 25 anni hanno riscontrato un calo corposo di popolazione, la cui causa principale è la carenza di lavoro e di servizi.
L’allarme lanciato da Legambiente ha rivelato che, in Italia, l’85% dei Comuni (6.875) ha meno di 10 mila abitanti; 5.627 di questi enti non raggiungono i 5 mila residenti; ben 3.532 (vale a dire il 43,8% del totale) restano, invece, sotto i 2 mila. Non si tratta di un pericolo marginale, quindi: nei 2.430 Comuni italiani a rischio sopravvivenza, infatti, risiedono quasi 3 milioni e mezzo di persone, il 5,8% della popolazione del «Bel Paese».
Centri lucani come San Paolo Albanese, Carbone, Craco, Calciano, Ginestra, Oliveto Lucano, Fardella e Calvera, solo per citarne alcuni, rischiano, dunque, di scomparire, visto che rientrano ampiamente nel novero di quei municipi che, in 25 anni in Italia, hanno perso complessivamente ben 675mila abitanti: un calo del 6,3%, mentre nello stesso periodo la popolazione italiana cresceva del +7%, con oltre 4 milioni di cittadini in più rispetto al 1991. La differenza demografica tra i piccoli centri e quelli più grandi, dunque, è netta, aggirandosi intorno al 13%. Significa che, in Italia, in un quarto di secolo una persona su sette se n’è andata dai piccoli Comuni.
La densità è scesa a 36 persone per chilometro quadrato: 13 volte in meno rispetto agli insediamenti con oltre 5 mila abitanti. In quest’Italia in miniatura, dall’anima rurale, gli over 65 sono aumentati dell’83% a fronte degli under 14.
Dalla sostanziale parità si è passati a oltre due anziani per ogni giovanissimo. Il pericolo è che i borghi siano destinati a diventare i paesi fantasma del terzo millennio: per combattere questa eventualità sarebbe necessario dotare i comuni dei servizi minimi o prevedere incentivi, come avvenuto a Montemurro, dove l’esecutivo guidato dal sindaco Senatro Di Leo ha approvato una delibera con la quale riconosce una somma di 4.000 euro ad ogni famiglia residente, che nel 2016 metterà al mondo un figlio o lo adotterà. In Basilicata è la prima di misura di questo genere: mira, evidentemente, a combattere lo spopolamento che attanaglia la nostra regione.
Ma lo spopolamento, però, si combatte anche incoraggiando la valorizzazione del patrimonio pubblico abbandonato.
Sono molte le abitazioni vuote: in alcuni casi addirittura una su tre. Se in molti comuni italiani si vendono gli immobili pubblici ad 1 euro, purché l’acquirente li ristrutturi e li utilizzi, in Basilicata c’è anche chi, come il Comune di Latronico, per valorizzare il patrimonio ha dato vita al progetto «La Tua Casa a Latronico»: il progetto vuole offrire la possibilità al turista di considerare l’acquisto o l’affitto di un immobile, oppure dare la possibilità ai residenti di sfruttare internet per mettere in evidenza il proprio immobile.

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