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Inchiesta petrolio, Delrio
sarà ascoltato dai pm

Inchiesta petrolio, pm Potenza sentiranno il ministro Delrio

POTENZA - Il pool di magistrati di Potenza che indaga sulle estrazioni petrolifere in Basilicata intende far luce sul «filone siciliano» dell’inchiesta, ovvero sugli interessi della «cricca» capeggiata da Gianluca Gemelli sul porto di Augusta (Siracusa), per lo stoccaggio del greggio lucano: dopo la chiusura delle indagini sulle attività del Centro Oli dell’Eni in Val d’Agri, e sulla costruzione del Centro Oli della Total a Corleto Perticara (Potenza), i magistrati hanno ripreso le istruttorie e domani saranno a Roma per ascoltare, come persona informata sui fatti, il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

I pm Laura Triassi e Francesco Basentini, con il dirigente della Squadra mobile di Potenza, Carlo Pagano, sono alla loro terza «trasferta» nella capitale: lo scorso 4 aprile, nei primi giorni del clamore mediatico dell’inchiesta, ascoltarono il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, e nel successivo appuntamento romano (il 10 maggio) sentirono invece il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti.

Domani invece toccherà a Delrio spiegare al pool - a Roma con il pm della Dna Elisabetta Pugliese e il procuratore di Potenza, Luigi Gay - alcuni aspetti, tra cui le presunte pressioni che lo stesso ministro, in particolare tramite il vicepresidente di Confindustria Ivan Lo Bello (indagato, che sarà invece interrogato mercoledì a Potenza), avrebbe ricevuto lo scorso anno - e sempre smentite con forza dal titolare delle infrastrutture - per riconfermare l’avvocato Alberto Cozzo a commissario straordinario dell’Autorità portuale di Augusta. La strada che i pm stanno ripercorrendo, quindi, è quella che va dalla Basilicata alla Sicilia, dove - nelle intenzioni della "cricca» - il greggio avrebbe dovuto essere stoccato e poi rivenduto: un progetto che avrebbe dovuto «espandersi» per far divenire l’isola una sorta di «hub» petrolifero del Mediterraneo, con la ricerca, da parte di Gemelli, anche di contatti con importanti multinazionali del greggio. Resta da chiarire poi il ruolo della fondazione «Italianieuropei», più volte richiamata da alcuni indagati nelle intercettazioni, e il radicamento di altri progetti dello stesso Gemelli, tra cui uno in Campania.

Un «filone» quindi, ancora da esplorare, basato sul presunto traffico di influenze illecite che l’ex compagno di Federica Guidi (dimessasi da ministro lo scorso 31 marzo) ha messo in piedi partendo proprio dalla Basilicata. In questo senso il 29 aprile Nicola Colicchi ha presentato un’istanza per la trasmissione degli atti alla Procura di Roma, ritenuta territorialmente competente, ma che è stata rigettata dai pm: il legale di Colicchi ha quindi presentato ricorso al Procuratore generale della Cassazione, che dovrebbe pronunciarsi sulla competenza nei primi giorni del prossimo mese.

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