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Spaccio anche a Tolve e Oppido Lucano

Operazione antidroga
otto arresti nel Potentino

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POTENZA - E’ stato il coraggio di una madre, preoccupata per la sorte del figlio che rischiava di entrare nel "tunnel» della droga, a far partire le indagini che hanno permesso ai Carabinieri di smantellare una «rete» di spaccio in provincia di Potenza, nell’ambito di un’inchiesta della Procura del capoluogo lucano: i militari hanno eseguito otto provvedimenti cautelari (due in carcere e sei ai domiciliari) nei confronti di otto persone, di età compresa tra i 36 e i 20 anni.

I dettagli dell’operazione «Demetra» - con una quarantina di indagati in totale - sono stati illustrati a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dal Procuratore della Repubblica, Luigi Gay, dalla pm Anna Gloria Piccininni, e dal comandante del reparto operativo dei Carabinieri, il capitano Antonio Milone. La donna ha deciso di denunciare la «rete» di spacciatori temendo che il figlio più piccolo potesse essere coinvolto anche nell’attività di spaccio, come già stava accadendo per il figlio più grande: il gruppo si riforniva principalmente in una grande piazza di spaccio pugliese (le indagini sono ancora in corso per questo ambito) e a volte in Campania. Si acquistava in prevalenza eroina, cocaina e hascisc, da rivendere poi in alcuni centri lucani, tra cui Tolve, Oppido Lucano, Cancellara e Banzi (Potenza), non solo in strada ma anche davanti alle scuole e ad alcuni locali pubblici.

Erano molti, infatti, i consumatori minorenni, e i controlli sono durati un anno: i militari hanno anche scoperto una complessa modalità di «staffetta» per il trasporto della droga tra la Basilicata, la Puglia e la Campania: gli spacciatori, infatti, utilizzavano percorsi diversi e vari mezzi di trasporto, usando anche alcuni indagati come «staffette» per singoli tratti, in modo da «bonificare» i passaggi ed evitare quindi i controlli. Anche a telefono la sostanza stupefacente veniva indicata con nomi in codice quali «caffè», «birra», "schedine», «pantaloncini», e «camicia bianca». La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta per Rocco Flavio Damone (26 anni), e Giuseppe Manniello (36 anni): ai domiciliari sono invece finiti Savino De Bonis (27 anni), Vincenzo Manieri (36 anni), Gregorio Marcoppido (36 anni) Lucio Gianluca Lorato (20 anni), Vincenzo Riccardi (36 anni) e Claudio Tamburrino (21 anni).

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