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Uccisi a Potenza nel '97

Omicidio coniugi Gianfredi
due assolti in appello

Omicidio coniugi Gianfredi due assolti in appello

POTENZA - La Corte d’Appello di Salerno ha condannato a 14 anni di reclusione Antonio Cossidente e Alessandro D’Amato per l’omicidio dei coniugi Giuseppe Gianfredi e Patrizia Santarsiero, avvenuto nel 1997, assolvendo invece Carmine Campanella e Angelo Nolè, che in primo grado erano stati condannati invece all’ergastolo.

I giudici hanno quindi modificato la sentenza di primo grado emessa, al termine del rito abbreviato, il 1 luglio 2015: per Cossidente e D’Amato, infatti, fu decisa una pena a 16 anni di reclusione, ridotta quindi di due anni in secondo grado per la prescrizione di uno dei reati attribuiti ai due imputati.

I coniugi Gianfredi, Giuseppe (39 anni) e sua moglie Patrizia (32) furono uccisi nella serata del 29 aprile 1997 con alcuni colpi di fucile in via Livorno, una zona residenziale di Potenza, mentre stavano ritornando a casa. «Aspettiamo di leggere le motivazioni - ha spiegato uno dei legali di Campanella, Gianfranco Robilotta - ma appare chiaro che è stata ristabilita una verità processuale aderente alla realtà, rispetto alle decisioni del primo grado».

Il fascicolo fu trasferito dal Potenza alla Dda di Salerno, in base alle dichiarazioni di un pentito che accusò il marito di un magistrato potentino di essere il mandante del duplice omicidio, nell’ambito di un’inchiesta che cercava di far luce sulle attività dei clan locali. Le accuse del pentito non trovarono però nessun riscontro.

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