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Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:34

Smaltimento di rifiuti dal Centro Olio Eni di Viggiano: 37 indagati

Smaltimento di rifiuti dal Centro Olio Eni di Viggiano: 37 indagati
POTENZA – Smaltimento illecito di rifiuti e disastro ambientale. Sono le ipotesi su cui indaga la Dda di Potenza in relazione alle attività svolte nel Centro Olio di Viggiano (Potenza), nell’ambito di un’inchiesta condotta dai pm Francesco Basentini e Laura Triassi, e che ha portato fino a questo momento a diverse ispezioni nella struttura (per accertare i livelli di inquinamento) e a 37 indagati, tra i quali l’attuale e il precedente responsabile del Distretto meridionale dell’Eni, Enrico Trovato e Ruggero Gheller, e gli ex direttori generali dell’Arpab Basilicata, Aldo Schiassi e Raffaele Vita.

"Nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Potenza sulle attività del Centro Olio Val d’Agri, Eni – secondo quanto ha reso noto l’ufficio stampa della compagnia – è convinta di avere sempre condotto le proprie operazioni secondo canoni di eccellenza e nell’assoluto rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini e dei lavoratori".

I consulenti nominati dalla Procura di Potenza hanno già consegnato ai pm una prima perizia, sulla base dei dati acquisiti nei mesi scorsi: ieri i magistrati sono tornati nel Centro Olio per accertare "le tracce e gli altri effetti materiali derivanti dall’attività illecita di traffico dei rifiuti" e poi "procedere ad accertamento tecnico non ripetibile" su quanto ottenuto dai campionamenti, in particolare sulle emissioni in atmosfera e su eventuali agenti inquinanti presenti nel terreno, anche nelle aree circostanti.

L'obiettivo della Procura è quindi quello di verificare gli "effetti dannosi per l’ambiente e per la salute umana eventualmente causati dalle emissioni inquinanti prodotte dal Contro Olio": si tratta di uno dei filoni di un’inchiesta più ampia, che riguarda anche le modalità di smaltimento dei rifiuti prodotti, e che si allarga alle regioni limitrofe. In questa "tranche" sono quindi a 37 le persone iscritte nel registro degli indagati, tra le quali altri dirigenti dell’Eni, dell’Arpab, ex dirigenti della Regione Basilicata, della Provincia di Potenza, e rappresentanti di Tecnoparco – struttura della Valbasento che si occupa, tra l’altro di bonifiche e trattamento di rifiuti – e di altre società che operano nel settore ambientale e in quello dei trasporti. L’Eni "si è affidata e si affida con assoluta serenità all’operato della Magistratura e alle sue decisioni", ha precisato ancora la compagnia che si è detta "consapevole che circa l’attività che svolge in Val d’Agri ci sono state, ci sono e ci saranno sempre opinioni diverse e cerca continuamente il confronto, perchè crede che dal disaccordo costruttivo possano nascere sempre opportunità di crescita".

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