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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:35

S. Carlo, appalti pilotati per imporre monopolio un arresto e 6 indagati

S. Carlo, appalti pilotati per imporre monopolio un arresto e 6 indagati
GIOVANI RIVELLI
POTENZA - L’appalto iniziale di 28 milioni era cresciuto di altri 2 milioni e 773mila euro con l’affidamento di servizi senza gara e senza che ricorressero i presupposti di complementarietà e analogia per i quali è possibile un’estensione di contratto. Tutto grazie alla «abbastanza chiara sussistenza di un unico protocollo operativo teso a consentire ed assicurare alla società Kuadra un vero e proprio monopolio nella esecuzione dei servizi ospedalieri» e questo «grazie anche al “supporto” della dirigenza ospedaliera».

Per questi fatti da ieri è agli arresti domiciliari Giovanni Tancredi, responsabile dell’azienda con una «preoccupante inclinazione al compromesso pur di tutelare gli interessi affaristici della sua società», mentre per il dirigente del servizio economato dell’Ospedale Patrizia Vinci il Gip di Potenza Luigi Gay ha disposto il divieto di dimora a Potenza. Sarebbero i perni di quel «sistema creato da Tancredi», quelle 5 ipotesi di «Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente» che, sempre ieri, sono state contestate con l’avviso di conclusione delle indagini anche ad altri quattro ex dirigenti ospedalieri, cioè l’ex Direttore Generale Giampiero Maruggi, l’ex direttore amministrativo Luigi Pedota (per il quale non è stata applicata la misura cautelare avanzata dalla Procura) e gli ex direttori sanitari Patrizia Chierichini e Bruno Mandarino.

Lo schema, individuato dalle indagini della Procura guidata da Luigi Gay, è per certi aspetti ripetitivo: aggiudicata la gara principale, «che non è stata oggetto di indagini» ha precisato il Pm titolare Francesco Basentini, sarebbero stati concessi lavori aggiuntivi con il meccanismo dell’estensione e del frazionamento artificioso per giungere sotto i 40mila euro per i quali è possibile l’affidamento diretto.

Le due possibilità, quella di estensioni scollegate dal contratto principale e di frazionamento artificioso, sono vietate dal codice dei contratti, come hanno accertato le indagini fatte dai carabinieri del Reparto operativo al comando del capitano antonio Milone e come ha ricostruito anche una perizia tecnica, ma al San Carlo non sarebbero andati tanto per il sottile con episodi che, tra i diversi personaggi finiti nelle indagini, avrebbero evidenziato un «atteggiamento protettivo nei confronti della Kuadra» un «modo affaristico e privatistico nella gestione dei servizi».

Così, ad esempio, per i servizi affidati in analogia. Perchè la Kuadra aveva vinto una gara che per il 70 per cento verteva su pulizie e trasporto dei rifiuti ma gli sono poi stati affidati servizi dei più disparati quali trasporto e consegna pasti, trasporto colazione e fornitura posate e contenitori, accompagnamento degenti, ritiro e consegna referti, sacche ematiche, medicinali e prelievi. «Trasportare pazienti da un reparto di cardiochirurgia a una sala operatoria - osserva il Gip Luigi Spina nell’ordinanza - non può essere considerato, come invece è stato fatto, servizio analogo al trasporto di rifiuti o materiale di cancelleria e lavanderia».

Invece al San Carlo sarebbe avvenuto proprio questo (oltre che l’affidamento di servizi in estensione anche per pulizie aggiudicate con una gara, poi annullata, a un’altra ditta) e se Tancredi sarebbe stato l’istigatore, i dirigenti pubblici lo avrebbero assecondato. Un ruolo chiave lo avrebbe avuto Vinci che avrebbe portato anche all’affidamento di una delle estensioni quando il management aziendale era cambiato da pochi giorni ed era quello attuale. «Il brevissimo lasso di tempo trascorso tra la nomina dei nuovi componenti direttivi e l’affidamento dei servizi integrativi - scrive il Gip - faceva intuire che le offerte e le nuove assegnazioni fossero state suggerite e proposte dall’unico dirigente, rispetto al precedente management, rimasto ancora in servizio presso la struttura ospedaliera, ossia la dottoressa Vinci».

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