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Potenza, De Luca sbagliò una perizia 22 anni fa Ora risarcirà 80mila euro

Potenza, De Luca sbagliò una perizia 22 anni fa Ora risarcirà 80mila euro
GIOVANNI RIVELLI
POTENZA -La consulenza tecnica del Pm evidenziò difformità nella esecuzione dei lavori e l’imprenditore finì prima in carcere e poi a processo. Ma poi è giunta l’assoluzione perché la perizia dell’accusa aveva testato solo 5 micropali rispetto ai 237 dell’opera, estendendo a tutti le stesse risultanze che poi vennero smentite. Ora il perito del Pm è stato condannato a pagare oltre 80mila euro per l’ingiusta detenzione e il processo subito.

Una questione che risale a 22 anni fa e che ha per protagonisti due nomi noti lucani, uno l’imprenditore Umberto Bruno uno dei maggiori all’epoca, l’altro un giovane ingegnere nel 1993, ma oggi sindaco di Potenza, Dario De Luca.

Nel 1992 la Procura avviò indagini sulla costruzione di una strada a Savoia di Lucania. Il magistrato voleva appurare se i lavori rispondevano al progetto, se erano stati correttamente contabilizzati e le varianti erano giustificate. Così, trattandosi di questioni squisitamente tecniche, affido l’incarico all’ingegner De Luca. In particolare, la perizia esaminò, tra l’altro, «una paratia con l’utilizzazione di micropali armati della lunghezza di 16 metri». Ma la perizia appurò «la presenza di calcestruzzo fino alla profondità di 5,5 metri». Così, all’inizio di agosto del 2003, il Gip di Potenza dispose la custodia cautelare in carcere di Bruno che, dopo, affrontò il processo che lo vide assolto «perché il fatto non sussiste» il 22 maggio del 2002. L’imborglio sui pali, insomma, non c’era poiché erano stati realizzati nella giusta misura contabilizzata, sulla base di una perizia difensiva e di un’altra disposta dal Tribunale.

Da qui la richiesta di risarcimento ora esaminata dal giudice civile Gerardo Del Priore che ha concluso per l’accoglimento della domanda risarcitoria dopo aver dato vita ad una nuova perizia. «L’ing. De Luca - è emerso - avendo verificato che la media della lunghezza dei 5 pali testati era pari a cinque metri ha ritenuto tale dato numerico all’intero sviluppo longitudinale della paratia non ponendo in rilievo che tale considerazione veniva esclusivamente formulata sui risultati conseguiti all’esito dell’accertamento su cinque micropali testati a fronte di 237». De Luca, intanto parla di sentenza ingiusta confidando nell’Appello.

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