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Lunedì 25 Settembre 2017 | 16:57

Carceri, a Potenza aggrediti 2 agenti Polizia penitenziaria

Carceri, a Potenza aggrediti 2 agenti Polizia penitenziaria
 POTENZA – Due agenti di Polizia penitenziaria sono stati aggrediti ieri sera da un detenuto italiano nel carcere di Potenza: uno ha riportato ferite giudicate guaribili in 20 giorni, l’altro è ricoverato all’ospedale San Carlo del capoluogo lucano per problemi a un occhio.

Lo hanno reso noto i sindacati Sappe, Uspp e Osapp.
In una dichiarazione, il segretario regionale del Sappe, Saverio Brienza, ha sottolineato che "non possiamo più tollerare simili violenze: quella di ieri è la terza violenza in pochi mesi. Il sistema è al collasso – ha aggiunto – mentre le autorità dell’amministrazione penitenziaria continuano a sottrarre le necessarie risorse umane ed economiche, i detenuti ne approfittano dell’attuale 'debolezzà di uno Stato che non pensa a garantire maggiore sicurezza al proprio popolo; la Polizia Penitenziaria è rimasta sola a gestire un sistema carcerario eccessivamente garantista, subendo ogni tipo di violenza fisica e psicologica".

Per Vito Messina (Uspp Polizia penitenziaria), "sembra che siamo abbandonati dai vertici dello Stato che dovrebbero essere al nostro fianco: ciononostante più volte ci siamo rivolti sia al Provveditore Regionale che al Dipartimento centrale, affinchè fossero presi gli accorgimenti tecnico-operativo, al fine di scongiurare questi episodi, che si stanno registrando nella struttura Penitenziaria di Potenza e stranamente in nessun’altra struttura della Regione, almeno con questa frequenza". 

La segreteria regionale della Uil Penitenziari ha poi evidenziato che "frustrazione e demotivazione sono presenti negli animi del personale che opera ai confini della civiltà. Bisogna dire che l’attuale sistema penitenziario Italiano si conferma come l’ennesimo fallimento dell’amministrazione penitenziaria e della classe politica, che in tutto questo però, a pagarne le conseguenze è il personale di Polizia penitenziaria. Se non verranno riequilibrate le relazioni sindacali e la rimodulazione dell’organizzazione del lavoro in ogni singola sede in modo da incardinare il nuovo modello di detenzione con i servizi degli operatori penitenziari - è scritto nel comunicato – la Uil è pronta a dichiarare lo stato di agitazione, tenuto conto che il personale già è sofferente e demotivato per le condizioni attuali di lavoro".

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