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Lunedì 25 Settembre 2017 | 22:39

Centro oli, i pm chiedono monitoraggi ad Arpab Dubbi su «buchi nei controlli

Centro oli, i pm chiedono monitoraggi ad Arpab Dubbi su «buchi nei controlli
GIOVANNI RIVELLI
POTENZA -Una corrispondenza tra Procura della Repubblica di Potenza e Arpab nello scorso mese di agosto con al centro le emissioni del Centro Olii Val d’Agri di Viggiano e i controlli che l’agenzia per la tutela ambientale ha effettuato sull’impianto. A sottoscrivere le rispettive note sono i rispettivi capi dei due uffici, ossia il procuratore capo Luigi Gay e il direttore generale Aldo Schiassi. La notizia, filtrata nelle scorse ore, conferma un forte interesse giudiziario sulle questioni ambientali legate alle attività petrolifere lucane che, a quanto si apprende, sarebbe già in fase molto avanzata.

Così nello scorso mese di agosto, il vertice delll’ufficio inquirente lucano ha scritto all’agenzia per chiedere tutti i controlli fatti dall’Arpab sulle emissioni in atmosfera dal Centro olii, con particolare riferimenti alle situazioni in cui si sarebbero verificate anomalie, e nella circostanza sarebbe emerso che per un periodo i monitoraggi avrebbero subito una battuta d’arresto. La risposta fornita, tempestivamente, dal direttore generale Aldo Schiassi conterrebbe, infatti, dei buchi e le relative spiegazioni. Il tutto sarebbe da collegare alle difficoltà finanziarie in cui l’agenzia si è venuta a trovare dopo che, alla fine del 2014, è venuto fuori che per quell’anno non era stato approvato il bilancio di previsione ed erano state effettuate spese senza il necessario strumento contabile.

«La mancata approvazione del bilancio è l’unica cosa che ci mette nella condizione di non poter operare e non lo capiamo» disse in un’intervista alla Gazzetta Schiassi, una posizione su cui a strettissimo giro arrivò il chiarimento della regione che precisò che le esigenze di tutela di salute e ambiente erano prioritarie rispetto a quelle contabili e che quindi, per queste necessità, l’Arpab avrebbe potuto continuare a effettuare spese. Questo susseguirsi di posizioni sarebbe stato attenzionato anche dalla Procura che ne avrebbe chiesto conto nel carteggio di cui si parla. Ma se e in che misura i controlli sulle attività petrolifere abbiano avuto un arresto, oggetto della risposta di Schiassi alla Procura, e quali siano stati invece i risultati monitorati è questione che resta nel riserbo. Almeno fino a quando le esigenze di indagine non potranno portare allo show down. E non è detto che i tempi siano lunghi.

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