Cerca

Potenza, incendia l’auto del rivale ma sbaglia la vettura era di un altro

Potenza, incendia l’auto del rivale ma sbaglia la vettura era di un altro
POTENZA - Al culmine del suo delirio di gelosia per la donna che lo aveva lasciato ha deciso di dare alle fiamme l’auto di colui che aveva individuato come il suo rivale. Un atto esacrabile, aggravato dal fatto che ha commesso un piccolo errore: l’automobile incendiata, infatti, non era del rivale, ma di un’altra persona che con quella vicenda «rosa-nera»- non aveva nulla a che fare. Di questi e altri fatti, ora, rischia di rispondere a processo (ieri si è tenuta l’udienza preliminare) un 45enne di Filiano, comparso davanti al Gup Amerigo Palma con l’accusa di stalking.

La vicenda, nei suo tratti essenziali, ha la triste connotazione di tante vicende si stalking. La fine di quella storia proprio non gli andava giù. E, come in molti casi succede, ha iniziato a tempestare la sua amata con telefonate ed sms chiedendole insistentemente di tornare con lui. Un comportamento ricorrente, nel breve periodo, che diventa patologico se prolungato ma lui è andato man mano oltre in una escalation di delirio. Secondo le accuse avrebbe quindi iniziato a tenere sott’occhio gli spostamenti della sua ex e del suo nuovo compagno. Lo avrebbe fatto direttamente e anche tramite altre persone controllando i movimenti dei due e appostandosi anche nelle vicinanze dei luoghi di lavoro.

Già qui una situazione decisamente non bella con una serie di molestie e minacce alla sua ex compagna e al suo nuovo cavaliere che non solo non hanno prodotto l’auspicato riavvicinamento, ma che hanno finito col produrre nella donna e nel suo compagno un perdurante e grave statod i ansia.

Ma l’episodio più grave è quello che si sarebbe verificato il 27 ottobre del 2013 a Rionero in Vulture. Il 45enne filianese avrebbe preso di mira l’autovettura che aveva visto essere condotta dal suo «rivale» in amore. Così appiccava le fiamme al mezzo causando un incendio che lo avrebbe pesantemente danneggiato. E qui, in un atto già di per sè senza un minimo di razionalità, l’ulteriore scherzo del destino: quella vettura, infatti, non era nemmeno dell’uomo a cui intendeva fare uno sgarbo, perchè se lui la utilizzava in quel momento, in realtà era di un’altra persona che glie l’aveva concessa in uso. Motivo per il quale a processo non avrà tra le parti lese solo i due nuovi innamorati ma anche una terza persona che, suo malgrado, si è trovata invischiata in questa vicenda.

g.riv.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400