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Pediatria, nuovo accordo  con Bambino Gesù per malattie metaboliche

Pediatria, nuovo accordo  con Bambino Gesù per malattie metaboliche
POTENZA - Dal 1 gennaio 2016 comincerà la seconda fase del partenariato tra l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e l’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza, con l'attivazione del progetto sugli screening metabolici, il potenziamento dell’attività specialistica ambulatoriale dell’area pediatrica, e il supporto all’attivazione di aree diagnostico-terapeutiche per discipline ad alta complessità pediatrica. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del San Carlo, dopo un incontro durante il quale sono state definite "le nuove direttrici della collaborazione". Durante la riunione sono state analizzate "le criticità emerse, ma anche gli evidenti miglioramenti ottenuti dal Centro sia sul piano dei livelli assistenziali, sia in termini organizzativi e gestionali".

La riorganizzazione delle attività ambulatoriali, "consentono oggi di delineare uno scenario in cui la Pediatria del San Carlo ritorna alla sua autonomia e il contributo dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù si focalizza sul suo specifico valore aggiunto, e cioè il trasferimento di know-how e buone pratiche". Il dg del San Carlo, Rocco Maglietta, nella nota ha spiegato che "ogni partenariato attraversa diverse fasi: dopo quattro anni di affidamento sono maturate le condizioni per una collaborazione più selettiva e qualificata. Arricchiremo così l’offerta di screening, un fronte su cui la Basilicata è da sempre all’avanguardia, irrobustiremo l’offerta su alte specialità particolarmente delicate come l’oncoematologia pediatrica e infine valorizzeremo al meglio il contributo professionale dei grandi esperti del Bambino Gesù". Il direttore sanitario del Bambino Gesù, Massimiliano Raponi, ha invece evidenziato che "c'è stata una crescita importante della qualità e della quantità dell’offerta sanitaria pediatrica, accompagnata da una costante attività di formazione e perfezionamento professionale, che ha coinvolto non solo i medici e gli infermieri del San Carlo, ma l’intera rete pediatrica regionale e i medici di base".

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