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Potenza, lavori utili alla città per chi non può pagare le tasse

Potenza, lavori utili alla città per chi non può pagare le tasse
di Maria Ida Settembrino

POTENZA - Nonostante l’infelice nomenclatura di «baratto amministrativo», la formula «salva cittadino» gode di un diffuso gradimento nel panorama contributivo italiano.

L’iniziativa è diventata «virale» per mano degli attivisti del Movimento Cinque Stelle di tutta Italia. Più al sud che al nord, si susseguono i casi di approvazione in consiglio comunale. A Potenza, la mozione presentata dal consigliere Vigilante (Lista civica per la città) e’ il secondo argomento posto all’ordine del giorno deIl Consiglio comunale, convocato per martedì 8 settembre nella sala consiliare di via Nazario Sauro.

La proposta nasce dalla constatazione che sempre più cittadini incontrano difficoltà nel pagamento dei tributi comunali. Lo dimostra l’elevato valore di tasse e imposte comunali non riscosse riscontrate nel bilancio 2014. I lavori che i cittadini potranno svolgere vanno dall’abbellimento, pulizia e manutenzione di piazze, strade o giardini pubblici, ad una serie di servizi per la collettività che verranno definiti in un apposito regolamento che fisserà anche i requisiti dei richiedenti e l’entità della riduzione. Se venisse approvato, Il provvedimento consentirebbe ai cittadini che non sono in regola con i tributi locali e che sono in difficoltà economica, di contribuire con ore di lavoro a servizio della comunità, in cambio di un abbattimento di tasse, tributi come Tasi, Imu e Tari.

A conti fatti, esistono possibilità concrete che una tale misura possa trovare accoglimento tra la maggioranza che siede in consiglio regionale? Lo abbiamo chiesto al sindaco Dario De Luca, a pochi giorni dall’assise cittadina: «La misura in discussione incontra la piena condivisione da parte mia e della maggioranza che rappresento. È uno strumento di inclusione sociale che restituisce dignità e riscatto a quelle fasce di povertà che hanno maifestato una claudicante risposta contributiva. Ci sono ottime possibilità che il provvedimento venga adottato, così come altrettanto celeri saranno gli strumenti di fattibilità e immissione nelle corde amministartive. Utilizzeremo i canali del nostro settore sociale per intercettare i futuri destinatari del baratto amministrativo.

Ad indirizzare la nostra azione saranno i comuni Isee con annesse le banche dati di coloro che figurano come richiedenti e beneficiari di assegni sociali e altre misure di sostegno al credito. Discorso, quindi, rinviato al prossimo otto settembre per la sua discussione formale, ma il vento è favorevole, siamo vicini all’approvazione».

La misura gode di una previsione di legge, foriera dei retaggi sociali ed economici legati al particolare momento storico sofferto dalle classi meno abbienti, la Legge 164 del 2014 disciplina, infatti, il baratto amministrativo quale intervento a favore delle fasce deboli che in cambio di mano d’opera per lavori indicati dall’ente, ottengono una compensazione di imposte dell’ente stesso. La Basilicata, nella specie, sta pagando un dazio altissimo in fatto di tributi e tasse. La manovra “Lacrime e sangue” inscenata dal governo Monti ha fatto registare, negli ultimi anni, nella sola provincia di Potenza, una quotidiana ed inarrestabile corsa all’ultimo risparmio custodito nel più datato dei libretti postali per onorare la tassazione a valanga del Governo centrale. Risparmi di una vita andati in fumo per uma raffica di scadenze. «Ovviamente la nostra intenzione attuale - spiega Antonio Vigilante - è che possano prendere parte a questo progetto soprattutto le fasce più bisognose, evitando che in questa cosa possano infilarsi persone che non ne hanno un reale bisogno e che farebbero scadere questa misura in mera iniziativa speculativa. La mozione del baratto non risolve di certo i problemi del bilancio comunale – prosegue Vigilante – è però uno scambio reciproco il cui obiettivo è quello di rinsaldare i rapporti tracomunità e amministrazione, dando valore al lavoro socialmente utile».

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