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Domenica 24 Settembre 2017 | 21:32

Figuranti morti, celebrati i funerali Lutto cittadino a Potenza

Figuranti morti, celebrati i funerali Lutto cittadino a Potenza
POTENZA – Un lungo applauso ha accompagnato le bare di Agostino Tarullo, 55 anni, e Donato Gianfredi, 56 – i due figuranti morti a Potenza, in contrada Dragonara sabato sera, nel corso di una rievocazione storica sul brigantaggio, in seguito all’esplosione di un fucile di scena – all’ingresso della chiesa di San Giovanni Bosco, in cui stamani sono stati celebrati i funerali. Intorno a loro, nel giorno di lutto cittadino, oltre ai familiari, tantissimi amici, e soprattutto quegli amici che con loro hanno condiviso tante rappresentazioni d’epoca, e che hanno voluto essere al loro fianco con i costumi utilizzati mille volte nelle sere estive in Basilicata.

Hanno voluto portarli in spalla, passando sotto una grande foto di Agostino e Donato che sorridenti guardano la piazza antistante, così come al loro fianco hanno rievocato scene di brigantaggio e di Risorgimento per anni: a partire da quell'appuntamento con la "Iaccara", un fascio di canne e legna di circa 12 metri, innalzato il 29 maggio, al termine dei festeggiamenti per il Santo Patrono di Potenza, che proprio Tarullo aveva il compito di accendere. I portatori della "Iaccara" erano tutti lì, con la loro camicia bianca e il fazzoletto rosso, "divisa" che ogni fine maggio indossavano per valorizzare le radici e le tradizioni della città.

Ecco perchè, durante l’omelia, il vescovo metropolita, monsignor Agostino Superbo, ha ricordato "i due fratelli che cercavano di dare vita alla loro comunità: ci sono tanti aspetti profondi della purezza di cuore, e un cuore puro non cerca l'interesse proprio, ma quello dei beni comuni"; erano "portatori di pace" e "portavano la pace nel cuore degli uomini". E in tanti, in una chiesa stracolma di gente, hanno voluto dire il loro personale grazie ad Agostino e Donato, che hanno perso la vita per colpa di una tragica fatalità. Per un fucile esploso per cause ancora da accertare,che ha ucciso due uomini, ferendo anche cinque persone. In una sera d’estate che doveva essere di festa. Di rievocazione di un pezzo di storia lucana. Tarullo e Gianfredi erano nel plotone d’esecuzione che doveva giustiziare una brigantessa: dovevano esplodere alcuni colpi come da copione, in una scena fatta e rifatta centinaia di volte. Ma che, stavolta, gli è stata fatale.

"Oggi i silenzi valgono più delle parole, ma vogliamo ricordarli e dirgli grazie a nome dei lucani", ha detto il presidente della Regione, Marcello Pittella, "per l’amore con cui hanno sempre difeso l’identità e le tradizioni di Potenza, e noi dobbiamo onorare questi nobili uomini, continuando il loro lavoro", ha invece evidenziato il sindaco, Dario De Luca, che ha proclamato il lutto cittadino. "Sono stati un grande esempio" hanno detto i nipoti di Tarullo durante la Messa. Sarà poi compito della magistratura e degli investigatori capire perchè quel fucile, fatto per raccontare la Storia, ha invece portato morte e dolore.

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