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Caos immigrati, sindaco Chiaromonte a prefetto «Quel centro va chiuso»

Caos immigrati, sindaco Chiaromonte a prefetto «Quel centro va chiuso»
EGIDIA BEVILACQUA
CHIAROMONTE (Potenza) - «Si chiuda il centro immigrati a Chiaromonte». Lo chiede il sindaco, Valentina Viola, a seguito del nuovo episodio di disordine pubblico che venerdì scorso ha riacceso i riflettori sul centro di prima accoglienza. «La situazione è ormai insostenibile - spiega il primo cittadino in una nota inviata al prefetto di Potenza - poiché le tensioni che si originano all’interno della struttura che accoglie gli immigrati, hanno gravi ripercussioni sulla vita dell’intera comunità che assiste impotente agli episodi di violenza sempre più frequenti».«Dato atto che la soluzione del problema non può essere solo incrementare il numero delle forze dell’ordine che tempestivamente sono intervenute durante i disordini - sottolinea Viola - l’amministrazione ritiene che non ci siano le condizioni minime di sicurezza perché il Cpa di Chiaromonte rimanga attivo». «Pertanto - conclude il sindaco - si chiede che codesta Prefettura intervenga con urgenza a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini di questa comunità, oltre che per garantire l’incolumità degli ospiti della struttura».

«Non si è trattato di una protesta inscenata contro il centro d’accoglienza perché si trovavano male - tengono a precisare i responsabili della Senis Hospes, la cooperativa sociale che gestisce il Cpa nel quale sono accolti i cittadini extracomunitari -. A causare l’ira funesta dell’immigrato è stata la notifica della revoca dell’accoglienza che lo obbligava ad andarsene da qui, e lui ovviamente, non l’ha accolta di buon grado».

Nella cittadina sinnica, infatti, dallo scorso mese di gennaio sono ospiti, presso l’hotel Riccardi, una settantina di immigrati in attesa di ricevere i documenti per il riconoscimento dello status di rifugiati. Pur ribadendo che la comunità non intendeva sottrarsi al dovere di offrire ospitalità nei confronti di quanti sono costretti ad abbandonare il proprio paese per sfuggire a persecuzioni, conflitti e violenze generalizzate, in diverse occasioni il sindaco ha messo in evidenza alla Prefettura, con lettere il più delle volte rimaste inevase, quanto fosse spropositato il numero degli immigrati che la struttura accoglie rispetto agli abitanti di Chiaromonte, sottolineando che il fenomeno necessitava di essere governato per evitare che assumesse carattere traumatico per gli ospiti e le comunità ospitanti.

In tutto questo tempo, l’accoglienza si è svolta regolarmente e almeno in apparenza, senza problemi di sorta, ma sfortunatamente quindici giorni fa, l’incantesimo si è rotto, poiché un gruppetto d’immigrati, dieci ragazzi per la precisione, ha protestato animatamente, prima a parole e poi sfogandosi sugli arredi della struttura, chiedendo di essere uditi dalla Commissione Territoriale per il rilascio dei documenti che consentono loro di lasciare il paese.

Nei confronti di queste persone, la Prefettura di Potenza ha dovuto adottare le necessarie contromisure e così venerdì mattina a due di loro, è stata notificata la revoca dell’accoglienza che a breve arriverà anche ai restanti immigrati. Da qui, la reazione della persona che venerdì pomeriggio, poco dopo le 15, ha iniziato le sua protesta lanciando bottiglie a destra e a manca e devastando quanto gli capitava a tiro. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Chiaromonte e gli uomini del Nucleo radiomobile di Senise i quali, fino a tarda ora, hanno cercato di ristabilire l’ordine pubblico mediando con l’immigrato. Alla fine sono riusciti a convincerlo ad andare via. Intanto anche oggi nel paese non si parla d’altro, tra ulteriori polemiche, dubbi e preoccupazioni.

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