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Venerdì 22 Settembre 2017 | 01:21

Spese elettorali giudici avvisano i candidati «distratti»

Spese elettorali giudici avvisano i candidati «distratti»
POTENZA - Molti di loro non sapranno a che «santino» votarsi. Rischiano di vedersi appioppare una sanzione che va da 25mila a 103mila euro. Una mazzata. Chi è stato candidato alle scorse elezioni amministrative a Potenza (770, praticamente un esercito) doveva rendicontare, entro tre mesi dal voto, le spese elettorali. Ma in pochi l’hanno fatto e oggi, a distanza di un anno dalle elezioni nel capoluogo lucano, il Collegio regionale di Garanzia elettorale della Corte di Appello di Potenza «richiama» i ritardatari sbandierando la super-sanzione prevista dalla legge 515/93. È un obbligo per tutti, eletti, non eletti, vincenti e trombati.

In questi giorni stanno arrivando nelle case di numerosi candidati le notifiche del Collegio in cui si lancia l’ultimatum: è necessario presentare la documentazione delle spese elettorali entro 15 giorni dal ricevimento della diffida, pena «l’applicazione della sanzione pecuniaria».

Non è stato reso noto il numero delle notifiche spedite, ma dalla Corte d’Appello fanno sapere che si tratta di una quantità considerevole, a testimonianza del fatto che l’obbligo normativo è passato inosservato. Anche perché in questo calderone di controlli, già attivo per le politiche e le regionali dal ‘93, le elezioni comunali (il caso riguarda le città che superano i 15mila abitanti) ci sono finite solo a partire dal 2012 su iniziativa dell’allora premier Monti (legge n. 96). Evidentemente le segreterie dei partiti (o meglio, di ciò che resta dei partiti) non hanno informato di questa novità i candidati.

E se è vero che anche i vecchi volponi della politica si sono visti recapitare la diffida per la mancata presentazione del rendiconto, figuriamoci cosa sarà accaduto per i candidati chiamati a fare numero nelle liste, quei cittadini che magari non si sono neppure auto-votati, accogliendo la richiesta di un coinvolgimento diretto nella disputa elettorale solo per fare un favore al candidato-principe. Favore che oggi potrebbe costare un botto di soldi se non si ottempera a quanto richiesto. Non conta aver effettivamente speso: anche se per la campagna elettorale - tra santini, volantini, manifesti e cotillion - non è stato sborsato un solo euro bisogna produrre una certificazione che lo attesti. Attenzione, accanto alla sanzione c’è un altro risvolto pesante i candidati eletti inadempienti: la mancata presentazione entro i termini previsti, o il superamento dei limiti di spesa per un ammontare pari o superiore al doppio dell’importo massimo consentito (5mila euro più 0,05 euro ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali comunali per i singoli consiglieri e 25mila più 1 euro ogni iscritto nelle liste elettorali per il candidato sindaco), comporta la decadenza dalla carica. Auguri.

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