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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:20

Basilicata bocciata dall'Europa Fondi Ue: a rischio 238,5 mln

Basilicata bocciata dall'Europa Fondi Ue: a rischio 238,5 mln
POTENZA - La Basilicata è da sempre etichettata come una regione virtuosa sulla spesa dei fondi europei. Ma questa volta - secondo il report sull’andamento dei fondi comunitari nelle regioni italiane, realizzato dall’Istituto Demoskopika in collaborazione con la Fondazione Abacus elaborando i dati di Open Coesione - le cose sarebbero andate diversamente. La Regione, sempre secondo il dossier, non ha centrato gli obiettivi di spesa sui programmi europei Fesr ed Fse 2007- 2013 al 31 maggio 2015 pur rimanendo nella soglia di tolleranza di «sforamento» del 5 per cento. La spesa complessiva certificata all'Unione europea al 31 maggio 2015 è pari a 836 milioni di euro, con un incremento di 22,9 milioni di euro rispetto alla data del 31 dicembre 2014. Si tratta in questo caso di una scadenza intermedia, fissata a livello nazionale per monitorare l'avanzamento della spesa certificata, cui seguirà una successiva scadenza intermedia nazionale prevista al 31 ottobre, prima della conclusione dell'attuazione dei Programmi a fine 2015.

«Il governo regionale – precisa il presidente dell’Istituto Demoskopika, Raffaele Rio - ha tempo fino alla fine dell’anno in corso per certificare i rimanenti 238,5 milioni di euro scongiurando la perdita delle risorse per il periodo 2007-2013. La data del 31 dicembre 2015, infatti, è il termine ultimo di ammissibilità della spesa rendicontabile alla Commissione per il ciclo 2007-2013». «La quota di spesa certificata all’Unione Europea – sottolinea il presidente della Fondazione Abacus, Rosario Palese – è del 74,9% per il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dell’84,5% per il Fondo Sociale Europeo, valori inferiori ai target nazionali fissati rispettivamente al 77,9% e all’88,8%. Ciò significa che la Regione Basilicata non ha raggiunto gli obiettivi nazionali di avanzamento dei Programmi operativi finanziati dai fondi europei 2007-2013. Vanno nella giusta direzione i propositi del presidente Pittella, cioè non dormire la notte per certificare il 110% della spesa, ma l’impresa è ardua e il tempo stringe. I Fondi Strutturali non saranno mai sufficienti se non si sostituiranno i troppi punti di vista con una nuova visione d’insieme di quell’annoso problema chiamato Mezzogiorno».

Fondo Fesr: la Basilicata non centra obiettivo (è sedicesima per la spesa complessiva certificata). Al 31 maggio 2015 la spesa è pari a 836 milioni di euro, con un incremento del 2,8% rispetto all’inizio dell’anno, pari a di 22,9 milioni di euro. Analizzando il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr) emerge, in particolare, che la quota di spesa certificata dalla Regione Basilicata all’Unione europea è del 74,9% pari a 563,5 milioni di euro, con un incremento del 2,9% rispetto al 31 dicembre 2014 pari a 15,9 milioni di euro ma con un valore inferiore al target nazionale fissato al 77,9%. Una performance che colloca la Regione Basilicata al sedicesimo posto tra le Regioni dell’Obiettivo Convergenza e dell’Obiettivo Competitività che riguardano rispettivamente le realtà regionali il cui prodotto interno lordo nominale pro capite supera il 75% del Pil medio dell’Unione Europea a 15 Stati membri e quelle il cui prodotto interno lordo pro capite è inferiore al 75% della media dell’Unione Europea allargata.

Ad ottenere un tasso di realizzazione migliore la Valle d’Aosta (91,8%), la Liguria (87,2%), il Friuli Venezia Giulia (86,1%), la Lombardia (85,6%), la Toscana (85%), la Provincia autonoma di Bolzano (83,8%), la Puglia (82,4%), l’Emilia Romagna (82,1%), il Molise (81,7%), l’Abruzzo (81,3%), il Piemonte (81,2%), le Marche (80,6%), la Provincia autonoma di Trento (77,9%), l’Umbria (77,8%) e il Lazio (75,9%). Sul versante opposto si collocano la Sardegna (72,8%), il Veneto (64,4%), la Calabria (59,7%), la Campania (58,8%) e, infine, la Sicilia (56,5%). Fondo Fse: la Regione raggiunge per un soffio il risultato. Spostando l’attenzione sul tasso di realizzazione del programma legato al Fondo Sociale Europeo (Fse), si registra una spesa certificata di 272,5 milioni di euro pari all’84,5% della dotazione complessiva con un incremento del 2,6% rispetto all’inizio dell’anno pari a poco più di 7 milioni di euro e con un valore inferiore di oltre 4 punti percentuali al target nazionale stabilito all’88,8%. Meglio della Basilicata, in questo caso, la Provincia autonoma di Trento con un tasso di realizzazione del 98,6%, la Toscana (88,7%), il Piemonte (87,9%), il Veneto (86,7%), il Friuli Venezia Giulia (86,5%) e, infine, la Campania con l’84,8%. Con una performance inferiore a quella lucana si collocano le Marche (83,5%), la Sardegna (83,2%), l’Emilia Romagna (82,9%), il Molise (81,5%), la Valle d’Aosta (79,8%), la Puglia (79,2%), La Liguria (78,5%), il Lazio (78,2%), l’Umbria (76,3%), la Lombardia (75,9%), la Calabria (75,8%), la Sicilia (74,1%), la Provincia autonoma di Bolzano (71,3%) e, infine, l’Abruzzo (66,1%).

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