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Giovedì 21 Settembre 2017 | 19:52

Sos da agricoltori lucani «Invasi dai cinghiali»

Sos da agricoltori lucani «Invasi dai cinghiali»
POTENZA - L’uccisione a Cefalù del 77enne Salvatore Rinaudo ed il ferimento della moglie Rosa da parte di un branco di cinghiali hanno trovato una forte eco in Basilicata dove il problema della fauna selvatica, e dei cinghiali in particolare, è vissuto con forti timori in particolare dalla popolazione rurale, sia sotto il profilo economico, ossia per la devastazione dei campi, che per gli aspetti di sicurezza delle persone. E così ieri sono scese in campo le organizzazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia che, in tre distinti documenti, hanno puntato il dito contro quanto è successo evidenziando come sempre più spesso i cinghiali in Basilicata siano fonte di pericolo per le persone arrivando a spingersi fin nelle case rurali e nelle periferie urbane, e hanno chiesto maggiori interventi alla Regione.

«La drammatica aggressione - sostiene la Coldiretti - è la punta dell’iceberg di una emergenza nazionale provocata dal proliferare senza controllo degli animali selvatici che distruggono i raccolti agricoli, sterminano gli animali allevati, causano incidenti stradali per un totale stimato in quasi 100 milioni di euro nel 2014, senza contare i casi in cui è stata messa in pericolo la vita delle persone». In particolare, Coldiretti Basilicata denuncia come «negli ultimi dieci anni gli animali selvatici si sono quasi decuplicati» e la situazione si sarebbe aggravata.

«La sicurezza nelle aree rurali e periurbane è in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le persone e le cose». Su questi problemi, spiega il presidente Coldiretti Piergiorgio Quarto, «È stato anche elaborato un documento di base, sul quale si è avviato un proficuo confronto con Legambiente, presentato nei giorni scorsi all’assessore regionale all’agricoltura Luca Braia» che, riferisce l’associazione di categoria, «ha preso l’impegno di approfondire la tematica e di avviare tutte le possibili procedure per un più celere ristoro dei danni subiti dagli imprenditori agricoli da un lato, e di ricercare le possibili soluzioni per la prevenzione e il controllo dei selvatici dall’altro».

A fronte degli impegni, però, Confagricoltura registra segnali di poca attenzione. «Nei giorni scorsi - spiega ‘l’org anizzazione - sono stati approvati due ordini del giorno in Consiglio regionale sull’Osservatorio sulla biodiversità e sull’impegno alla Giunta per i danni da fauna selvatica. Proprio così - osserva l’organizzazione - “impe gno”! Senza nulla togliere alla Biodiversità, alla ricerca e allo studio, - dove viene previsto un carico di risorse da parte della Regione pari a 600mila euro - , quello che meraviglia e che accoglie l’unanime critica degli agricoltori e della Confagricoltura è che per i danni da fauna selvatica si parla di voler impegnare la Giunta a mettere in atto azioni…..eccetera eccetera. Nulla di più ingiusto e mortificante per chi, oramai da anni, lotta per la sopravvivenza delle proprie attività e delle proprie aziende agricole. Oramai i danni, così come abbiamo già ribadito all’Assessore all’Agricoltura Braia, non si contano più e le richieste di indennizzo hanno come risposta: “la regione non ci manda i soldi”».

Per questo Confagricoltura parla di «fumo negli occhi» e chiede «he l’Assessore Braia e il Presidente Pittella correggano subito il tiro questo dando una risposta concreta a chi vive sulla propria pelle, sulla sopravvivenza delle proprie aziende questa calamità che oramai non è più naturale».
Per la Cia, invece, «ci vogliono, subito, interventi di prelievo selettivo rivolti all’effettivo controllo della massiccia presenza delle specie alloctone e invasive, degli ungulati e dei selvatici predatori che stravolgono l’equilibrio naturale e produttivo e, ormai, minacciano l’incolumità stessa delle persone».

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