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LA SENTENZA

Giudice dice no a ricorso
«Giornalisti scrivono
spesso solo per notorietà»

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POTENZA - «E' tutt'altro che infrequente" che - «magari nelle more del conseguimento del titolo di pubblicista» - il giornalista «si presti a consentire, anche gratuitamente, la pubblicazione dei propri articoli anche solo allo scopo di acquisire notorietà ed esperienze». E’ quanto scrive il giudice del lavoro di Potenza, nella sentenza in cui ha respinto il ricorso di un giornalista che aveva chiesto all’azienda il pagamento degli articoli scritti tra il 2006 e il 2007.
Il giudice - respingendo il ricorso del giornalista Gianfranco Stabile contro la società «Agebas» - ha prima di tutto precisato che la decisione è legata alla mancanza di un contratto che sanciva la collaborazione tra il cronista e la testata giornalistica: al giudice è stata presentata una "copiosa documentazione» relativa agli articoli pubblicati, ma non è stato «esplicitato al Tribunale in virtù di quali accordi tale opera è stata prestata», con un contratto di collaborazione stipulato solo il 7 luglio 2007 per articoli «redatti successivamente».
In sostanza, quindi, il giudice respinge il ricorso per la mancanza di un contratto precedente all’inizio della collaborazione giornalistica - poichè «non esiste nel lavoro autonomo alcuna presunzione di onerosità della prestazione» - ma in un successivo passaggio si aggiunge anche che il "convincimento del giudice» si «rafforza» con la «circostanza che» il giornalista «all’epoca dei fatti aveva 30 anni e, come noto - scrive il giudice - nel settore in questione è tutt'altro che infrequente» si lavori gratuitamente, con l’obiettivo di ottenere il titolo di pubblicista e per «acquisire notorietà ed esperienza».

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